La filosofia strumento principe per sviluppare armonia col Creato e pensiero critico. Le nuove opere letterarie dell’autrice presentate al pubblico.
Alla domanda “filo conduttore” della trasmissione se la filosofia può aiutarci a vivere meglio, Raffaella Scorrano nella trasmissione Talking Cure: sani di mente ma non troppo! del 13 dicembre scorso, afferma che essa serve per interrogarsi e porsi dei dubbi, per contemplare l’Essere, la Verità rimanendo in armonia con le persone e con il Creato.
Raffaella ha presentato le sue ultime opere letterarie, innanzitutto “Di istanti e scintille”. Per la scrittrice l’istante in cui scocca la scintilla del pensiero è la vera “propulsione” per uscire dalla passiva accettazione della realtà, per alimentare il pathos interno e la forza energetica che porta all’agire. E se, come diceva il buon Cesare Pavese, “la letteratura è una difesa contro le offese della vita”, anche la filosofia sembra applicare la stessa linea. Il dolore può trasformarsi in rabbia o sublimarsi con l’arte, come ha fatto Raffaella Scorrano.
Il linguaggio usato dalla poetessa è semplice, fluido, scarno, scevro da preziosismi e barocchi, potremmo paragonarlo a quello usato dal Verga e dal Pirandello, due autori molto essenziali nella profondità, legati alla terra e alla realtà concreta empirica. Il tempo vissuto in senso greco kairotico (da καιρός) come cura, ma anche come cogliere l’attimo alla “carpe diem”, per non avere rimpianti, per costruire, per vivere l’istante in cui l’occasione si è presentata.
Nell’ultimo romanzo “Circostanza volle “(editore Storie di Libri) il “filo rosso” ritorna nella narrativa di Raffaella Scorrano e si intraprende un cammino di carattere esistenziale e spirituale molto sentito, le immagini cercano di ridurre la distanza tra terra e Cielo (gli alberi sono per la scrittrice, in primis elementi di congiunzione tra le radici e Dio). La Scorrano insiste sulla valorizzazione dei luoghi di cura dell’anima, fisici e metaforici in cui si riesce a stare in pace. Luoghi in cui “la bellezza diventa elemento di pura contemplazione”: alla domanda di Fëdor Michajlovič Dostoevskij su quale bellezza salverà il mondo, la filosofa nostrana risponde oggi con la protagonista del suo ultimo romanzo, che riesce a salvare “la bellezza che è già intrinseca nel nostro mondo” con la contemplazione, l’amore ed il rispetto. Il luogo del cuore diventa un borgo, nella fattispecie del romanzo in cui ha dimensione.
Dopo la dissertazione sulle sue opere, il dialogo in trasmissione con la scrittrice si sposta verso l’ultimo simposio culturale, incontro sul Concilio di Nicea tenutosi nel maggio 2025 presso il Chiostro del Duomo tra il teologo Don Piero Coda e il filosofo ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari. Parlando di “Generare Dio”, libro del Cacciari, Raffaella sostiene che l’arte pittorica espressa in alcune opere del professore veneziano esaminate si sposa perfettamente con i concetti filosofici. Teologia e filosofia convergono nel concetto di Logos, nel concetto di “con-sustanzialità” col passaggio da un concetto duale alla Trinità. Con il Logos (la parola), il dis-conoscimento del Padre e la rivelazione della nuova Filosofia che abbraccia la teologia. Il Logos è Principio Primo, Dio, Padre e Verbo.
Raffaella Scorrano fa suo il pensiero di Papa Ratzinger, Benedetto XVI, ossia che è bello spiegare la teologia con parole e concetti della filosofia. Questa disciplina, infatti, utilizzando parole e concetti prossimi alla nostra interpretazione della realtà, ci permette di spiegare concetti e dogmi teologici che non sarebbero facili da comprendere. Maria viene dipinta in opere sacre perfettamente al centro, in una considerazione “quasi geometrica”, Ella è la chiave che connette l’Onnipotente con l’umanità. L’attesa, la gravidanza, la nascita di Dio stesso Gesù Cristo è vissuta come una madre vicina a noi, all’umanità e anche nella sua dimensione divina mariana.
