Novoli (Le) – Il panorama della comunicazione multimediale è in costante e rapida trasformazione e, al centro di questa evoluzione, c’è un ritorno prepotente della voce. Se ne è parlato a Novoli, nella suggestiva cornice del Palazzo Baronale, all’interno del progetto “democrazIA” – un’iniziativa promossa da Galattica Rete Giovani in collaborazione con il Comune di Novoli.
A guidare l’incontro è stato Antonio Soleti, giornalista, conduttore radiofonico e televisivo (noto per le rubriche “Mi Curo di te” e “Servi Inutili” su Radio Porta Lecce) nonché direttore di PaiseMiu Notizie e Cultura salentina e di Puglia Sanità. Con la sua relazione dal titolo “Podcast & Radio: differenze e similarità, un’evoluzione narrativa”, Soleti ha tracciato una linea continua tra il passato e il futuro dei media acustici.
Davanti a una platea eterogenea composta da giornalisti, scrittori, docenti, tecnici e appassionati, Soleti ha condotto un racconto lucido e appassionato. Il viaggio è partito dal lontano 1920, anno di nascita della radio, passando per la rivoluzione digitale del formato MP3 negli anni ’80, fino ad arrivare alla svolta dei primi anni 2000 firmata da Adam Curry e Dave Winer: l’invenzione del podcasting.
Oggi il settore si trova nell’era dell’integrazione totale, definita “Hybrid Radio & On-demand”. Tuttavia, Soleti ha voluto fare un’importante precisazione tecnica e concettuale: “Il podcast non è semplicemente radio registrata. È una nuova forma di intimità on-demand che trasforma l’ascoltatore in un co-protagonista del racconto”.
Durante il laboratorio sono emersi i veri punti di forza che stanno decretando il successo dell’audio moderno:
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L’ascolto “a mani libere”: l’audio è l’unico medium che permette un profondo engagement (coinvolgimento) mentre si svolgono altre attività quotidiane, come guidare, fare sport o sbrigare le faccende domestiche.
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La sovranità del tempo: grazie al feed RSS (il “cuore” del podcast), il tempo si dilata e si libera dai vincoli dei palinsesti tradizionali. L’ascoltatore si riappropria del potere di decidere quando e dove fruire del contenuto.
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L’abbattimento delle barriere d’ingresso: il podcast ha democratizzato la produzione. Oggi chiunque, anche senza una pregressa esperienza nel broadcasting tradizionale, può creare e distribuire il proprio contenuto.
Che non si tratti di una moda passeggera ma di un cambiamento strutturale lo dicono i numeri. Il mercato audio in Italia sta vivendo una crescita esponenziale: i dati del 2024 hanno registrato una media di ben 15 mila ascoltatori mensili di podcast.
L’incontro di Novoli, ricco di esempi pratici e testimonianze dirette, ha offerto agli auditori gli strumenti e i linguaggi per comprendere un settore in continua metamorfosi. Quella della voce, come ha giustamente concluso Soleti, è una vera e propria evoluzione democratica della comunicazione.
