Il suo ultimo romanzo “Fiore di serra” un nostalgico esame della realtà con gli occhi maturi di chi ha conosciuto passioni e disillusioni.
Nata a Monteroni di Lecce, da sempre vive a Lecce, Mariella Neglia è un’artista salentina pluripremiata in Italia e anche all’estero per le sue opere di narrativa, poesia, pittura e scultura. Un’artista a tutto tondo che è entrata piccolissima nel panorama artistico, già bambina prodigio in disegno e pittura sin dalle scuole primarie. Accolta persino nelle sale da the con le suore benedettine a corte dei Reali del Belgio anni fa, numerose sono le recensioni giornalistiche e i premi, le targhe, le menzioni della sua arte su illustri quotidiani locali e non.
Tutte le sue opere di pittura sono su tela ad olio; invece, i disegni che arricchiscono con le sue mani sapienti le pagine dei romanzi e storie, sono fatti con inchiostro di china e matita. Nella sua pittura lo stato d’animo che prevale è quello del silenzio che domina incontrastato, l’introspezione come cura catartica. Emozioni silenziose intime e profonde. Sono tante le opere “sacre” dedicate al Mistero, al Cristo e alla Madonna. A Radio PortaLecce, ospite il 20 dicembre scorso, Mariella ha fatto un appello importante: vorrebbe donare circa sue 80 opere di pittura ad olio a qualche Istituzione, Fondazione, che possa garantire custodia illustre e visibilità costante (musei, scuole, chiese, etc.) nei tempi futuri.
La Neglia che è stata anche membro canoro di timbro contralto nel Coro dei Camici Bianchi I Cantori di Ippocrate diretti dal M° Antonio Germinario, organista e compositore, oggi coordinati da Raffaele Lattante, con la sua voce delicata e suadente, crea serenità e tranquillità.
Ultima opera sfornata dalle mani sapienti di Mariella, il romanzo “Fiore di serra” (Edizioni Helicon, 2024) in cui esamina con disincanto e disillusione i tanti cambiamenti avvenuti nella società moderna con la tecnologia che ci ha reso più veloci ma tutti più soli. La scrittrice salentina si interroga su quanto tempo occorra ad un fiore di serra per schiudersi ed aprirsi alla vita, che lo attende con tutte le difficoltà e le tribolazioni quotidiane. Riflette su “Le Oasi del quotidiano” (ed. Il Raggio Verde, 2014), brevi storie raccontate con leggerezza sul senso della vita.
Mariella ha dedicato in trasmissione una poesia della raccolta “Primo volo” (ed. Il Raggio Verde) a suo figlio diventato allora appena maggiorenne; ella parla di un uccellino del nido caldo e comodo la sua comfort zone a cui è abituato, del suo primo spiccare il volo alla vita. “La porta di Graham” (Edizioni Helicon, 2011) è invece un piccolo romanzo che descrive bene il “pellegrinaggio” all’interno di un cimitero e la sua vita interna, quella più nascosta e meno conosciuta perché segreta, al di fuori degli sguardi dei comuni visitatori che portano fiori ai defunti e vanno via.
La filosofia che permea tutta l’opera artistica di Mariella Neglia, che comunque è una donna razionale e concreta che ha saputo unire al pensiero concreto la necessità di sogno ed evasione, è trait d’union tra vita e Arte. Nella produzione “L’equinozio dell’ape” (Ed. Helicon 2015) Mariella descrive la storia di un’ape regina che cerca disperatamente di salvare il suo alveare dall’attacco di un ragno malefico, antagonista anche seduttivo, ironico e a tratti diabolico con la sua ragnatela, che vuole mangiarla. Per l’autrice due mondi che cercano comunque nella loro natura opposta e contrapposta di sopravvivere, senza giudizio. È la natura che sembra fare il suo corso. Messaggio di serenità ed ottimismo verso il futuro, con un occhio di riguardo sempre per la scienza e l’intelligenza impegnata. Un grande quadro con Einstein Albert dipinto da lei stessa ci sembra fissare dallo schermo proiettato, con tutta l’empatia e la simpatia trasmessa dall’autrice. “Attraverso le mie opere io Esisto, io Sono: l’Arte è una forma di esistenza e di eternità”.
