La figura dell’assistente sociale come professionista qualificato oltre che “un amico” a cui rivolgersi per la tutela dei propri diritti e necessità. Intervista al Presidente dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Puglia Dr. Massimiliano Fiorentino ai microfoni di Radio PortaLecce nella trasmissione “Talking cure: sani di mente ma non troppo!” del 15 novembre 2025.
Tema principale della puntata: possiamo considerare gli assistenti sociali come “amici” mettendo da parte stigma e preconcetti costituiti? Il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Puglia, Massimiliano Fiorentino sostiene: “L’assistente sociale non è solo un amico, ma soprattutto un professionista qualificato che deve porre al centro gli interessi della persona. Bisogna sempre proteggere i più deboli, gli indifesi, i bambini che non hanno voce, assumendo responsabilità importanti”.
Circa 48mila in tutta Italia, in Puglia 5mila, sono le figure professionali impegnate nel Sociale che esercitano nelle sedi pubbliche e private. Milioni di interventi ed attività in essere verso le persone in difficoltà, una realtà virtuosa della professione. Situazioni complesse e delicate in tandem con i medici, gli psicologici, gli operatori della scuola.
Presente in trasmissione anche Milena Sabatelli, assistente sociale della Neuropsichiatria infantile territoriale di Brindisi che parla di “modello bio-psico-sociale” di una professione in costante evoluzione al passo coi tempi attuali. I due ospiti sottolineano impegno e criticità di un lavoro che richiede concettualità scientifica di alto livello e professionalità, ma che spesso opera tanto ed in silenzio tra enormi difficoltà. Quattro le commissioni in seno all’Ordine nei vari ambiti di competenza.
Passione sin da bambino per il sociale e il sociosanitario emersa da esperienze personali, Fiorentino si è trasferito a Brindisi dal 2009 per lavoro, è stato impegnato per una decina d’anni a Mesagne nelle politiche familiari della prevenzione e tutela e nelle attività territoriali di integrazione applicando le leggi per l’adozione e divenendo il referente per i percorsi di adozione nazionale ed internazionale. Una storia affascinante quella dell’attuale servizio sociale europeo: dall’Inghilterra del 1869 delle “Charity Society Organitation “strutture caritatevoli del volontariato religioso integrato con le attività dei riformatori sociali – prime forme di assistenza sociale – alle “segretarie sociali di fabbrica” del primo ventennio del ‘900 che fornivano benefici per i lavoratori operai, al dopoguerra 1944-45 con le scuole dirette ai fini sociali), alla fine degli anni ’90 con l’evoluzione della formazione accademica universitaria con docenze legate alle politiche sociali e materie come Psicologia e Diritto in tutte le sue forme, ha perfezionato le basi culturali dei professionisti impegnati nella prevenzione e nella tutela del cittadino fragile nel sanitario, nel sociale territoriale, in tutti i settori del Welfare, negli ambiti di zona, nell’ambiente scolastico, negli uffici della Giustizia.
