A Lecce il 27 febbraio nell’Aula magna della sede succursale del Liceo “Virgilio – Redi” si è tenuto l’incontro di formazione dell’Ordine dei Giornalisti della Puglia “Dal testo alla rete: i linguaggi della comunicazione”. ll silenzio è stato interrotto solo da applausi fragorosi, sorrisi ed urla di gioia e di supporto da parte dei ragazzi che facevano il tifo per coetanei e professori e si è assistito ad un’attenzione della platea a volte surreale.
L’iniziativa rientra nel progetto “I linguaggi della comunicazione” promosso in collaborazione con la Banca Popolare Pugliese e si è svolta a conclusione del laboratorio di scrittura giornalistica, tenuto da Gianfranco Tundo, giornalista del “Nuovo Quotidiano di Puglia”, per alcune classi dell’Indirizzo Linguistico del Liceo, guidato dal Dirigente Scolastico, prof. Dario Cillo.
All’ evento, la cui organizzazione per l’ Istituto è stata curata dalla prof.ssa Maria Antonietta Corbo, docente di Materie letterarie e Latino, hanno partecipato come relatori: Claudio Scamardella, già direttore de Il Quotidiano, docente di Storia del giornalismo e dei media digitali presso l’Università del Salento, Luigi Spedicato, docente di Sociologia della Comunicazione, Francesco Gioffredi, giornalista e caporedattore del “Nuovo Quotidiano di Puglia”, Antonio Soleti, giornalista e conduttore televisivo, Valeria Coi, giornalista dell’emittente locale Telerama.
Tante le domande impegnate ed i quesiti per conoscere i segreti, le strategie, la magia quasi di un mestiere moderno, quello del giornalista che ancora oggi richiama con enfasi la nostalgia delle prime tipografie, del profumo del piombo fuso, della scrittura con i pennini, della carta stampata.
È davvero in crisi il giornalismo? domanda perentoria. La modalità di essere “media” è cambiata (crisi intesa dunque come cambiamento di crescita da intermediari, strumenti di comunicazione tra la notizia ed il lettore, nonostante l’avvento di nuove tecniche, ricerca del successo, tempo di permanenza, algoritmi di profilazione, meccanismi digitali della comunicazione, maggiore velocità delle notizie, social, notizie continue da agenzie di stampa) comunque significa mantenere sempre le “metriche” costanti, ossia le stesse regole. Il meccanismo è sempre uguale: l’organizzazione della soglia della visibilità dei fatti, per cui i linguaggi moderni finiscono per assomigliarsi tutti nonostante le differenze strutturali.
Durante la discussione si è descritto il giornalismo nato “come elemento di distanza”, di riflessione, in cui la distanza temporale ed analitica risulta indispensabile perché possa essere efficace. Lo spazio di elaborazione per attribuire senso e significato con prove, analisi, testimonianze, elementi, è indispensabile per il giornalismo. Il tempo per mentalizzare ed elaborare è di primaria importanza perché non si abbia il passaggio dalla notizia “alla performance” e alla sua “messa in scena”. Le piattaforme social sono viceversa esempi di prossimità.
Il direttore Soleti ha sottolineato il punto chiave del giornalismo: non più monologo, ma ecosistema circolare. In questa ricerca di “visualizzare l’invisibile “non solo parole, ma dati prendono forma: così il linguaggio deve farsi empatico, fino alla story telling in cui la notizia viene raccontata come storia mettendo al centro il fattore umano con trasparenza ed immediatezza.
Scamardella ha descritto il cambiamento del linguaggio giornalistico con l’avvento della Radio e della Tv. Immense fotografie sui giornali che riempiono intere pagine, il reportage fotografico ha sostituito a volte completamente il linguaggio nella scrittura giornalistica. La fotografia: una forma di giornalismo che riesce a creare una comunicazione in diretta e diretta.
Nessun media è più isolato, come ha sottolineato Spedicato. Si potrebbe passare dal testo alla rete e dunque alle tecno-strutture cognitive. Universo inteso come “media-verso”. La rivoluzione digitale ha permesso alle nuove generazioni di imparare a parlare e scrivere dopo aver appreso uso dei social e del cellulare smartphone. Ogni notizia attraverso la capacità di generare significati dovrà essere rimodulata su interpretazioni e considerando e prevedendo eventuali conflittualità.
Gioffredi ha parlato di cambiamenti attraverso la contaminazione dei linguaggi giornalistici e dei social e dei motori di ricerca spesso oltre-oceano che permettono a prodotti tendenzialmente vecchi di diventare magicamente nuovi grazie a numeri e dati ed a un controllo della notizia che deve essere sottoposto a selezione accurata evitando i “rumori di fondo” ossia fake news e notizie non penetranti, fruendo di contenuti seri e non di contenitori. La voce, sottolinea Gioffredi, continua ad essere così importante e di primo piano: ecco la reinvenzione dello strumento radiofonico così attuale e di grande successo nei podcast.
Valeria Coi sottolinea che le parole sono pietre riprendendo Carlo Levi. L’incontro è stato occasione di confronto tra mondo del giornalismo e scuola, poiché ha offerto agli studenti l’opportunità di conoscere aspetti del giornalismo al tempo dei social media e dell’IA, riflettendo sui cambiamenti che hanno attraversato il mondo dell’informazione negli ultimi anni dal giornalismo tradizionale alle piattaforme, nonché sugli aspetti di una corretta comunicazione e informazione.
Scamardella auspica al miglioramento del linguaggio giornalistico che ha avuto un declino nella qualità e nella struttura attraverso uso spesso non idoneo dei social e si augura che l’intelligenza artificiale possa individuare immediatamente notizie errate e falsi in essere. Il metodo, sottolinea Soleti, ossia la verifica dei fatti, gli aspetti etici e deontologici in una circolarità di informazione, la profondità e l’empatia verso i lettori ed il pubblico, rimane la base per fare un buon lavoro e garantire immortalità in ambito di giornalismo e di comunicazione in generale.

Interessante resoconto di un convegno su un tema importante, soprattutto di questi tempi. Mia figlia, iscritta al liceo Virgilio, vi ha assistito e ha molto gradito questa bella iniziativa