Mesagne (Br) – Non aspettare che le fiamme illuminino l’orizzonte, ma agire prima che la prima scintilla colpisca il suolo. È questo l’imperativo del convegno “LA PREVENZIONE degli incendi boschivi: Strategie e Azione”, che si terrà il prossimo 17 maggio 2026 alle ore 17 presso l’Auditorium dell’ex Convento dei Cappuccini a Mesagne.
L’iniziativa nasce in un momento critico per il territorio pugliese, frutto della collaborazione tra Mesagne Free OdV, Italia Nostra Puglia e il Centro Studi “G. Antonucci”, con il supporto dell’istituto ISBEM e il patrocinio delle principali istituzioni tecniche e locali.
I numeri parlano chiaro e non lasciano spazio all’ottimismo. Secondo i dati dei Carabinieri Forestali, il 2025 è stato un anno nero per la Puglia: +30% di incendi boschivi rispetto al 2024, +52% di superficie boschiva percorsa dal fuoco, secondo posto nazionale per estensione media degli incendi, nonostante la Puglia sia una delle regioni meno boschive d’Italia.
L’abbandono delle campagne e la mancata cura dei boschi hanno trasformato il Salento in una “polveriera” di biomassa combustibile, pronta a esplodere sotto la pressione di ondate di calore sempre più estreme.
Il convegno punta a spostare il focus dalla gestione dell’emergenza (lo spegnimento) alla strategia preventiva. Il tavolo dei relatori vedrà il confronto tra diverse anime della difesa ambientale:
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Istituzioni e Operatività: Antonio Panzera (Polizia Forestale) e Giorgio Bucci (ARIF Puglia) analizzeranno lo stato attuale dei controlli, mentre Giannicola D’Amico illustrerà il ruolo cruciale della Protezione Civile sul territorio.
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Diritto e Politica: Thomas Invidia (Università del Salento) approfondirà le normative UE che regolano la tutela del patrimonio naturale.
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Tecnologia e Innovazione: Il futuro della prevenzione vola alto. Gli esperti Alfredo Ronzino, Andrea Beggio e Rocco Perrella spiegheranno come l’uso di droni (UAV) e sensori di nuova generazione possa identificare i focolai in tempo reale, permettendo interventi tempestivi e chirurgici.
Oltre all’aspetto tecnico, l’evento di Mesagne si configura come un atto di pressione politica “gentile” ma ferma. L’obiettivo dichiarato è spingere i sindaci e la Regione ad aggiornare i piani comunali di Protezione Civile, spesso obsoleti, e ad adottare protocolli internazionali di gestione forestale che riducano il carico di combustibile naturale nei periodi più caldi.
