Visti da vicino – Il talento che scorre tra le dita. Ospite della nostra rubrica: Simone Cassano

Grande successo per la serata organizzata dall’Associazione Mozart di Lecce, fondata e diretta dal dott. Antonio Montinaro, che il 14 febbraio 2026, presso il Museo Castromediano, ha presentato ad un pubblico attento e competente, il pianista Simone Cassano. In programma musiche di Schubert, Chopin, Liszt e Prokofiev.

Abbiamo avuto modo di conoscere il tanto giovane quanto virtuoso pianista Simone Cassano ed apprezzare il repertorio scelto per l’occasione.

Il concerto ha esordito con i quattro improvvisi Impromptus dell’opera 90 (D899), composizioni che Franz Peter Schubert (Vienna,1797-1828), scrisse nel 1827, un genere ideato dal boemo Jan Vaclav Vorisek nel 1822, e che Schubert conobbe quando quest’ultimo si trasferì a Vienna. L’opera 90 inizia con un Allegro molto moderato in Do minore che col solo utilizzo della mano destra rivela immediatamente la sua linea melodica per poi svilupparsi con grande intensità e delicatezza, la stessa che Cassano è riuscito a trasferire con il suo “tocco” su un meraviglioso pianoforte a coda. Il secondo improvviso, Allegro in Mi bemolle maggiore, dopo un susseguirsi di scale si fa cupo come a voler contrastare il primo tema. Poi, l’Andante mosso in Sol bemolle maggiore, dove ritorna prepotente l’uso della mano destra che esegue un ripetuto susseguirsi di sestine. Ed infine, l’Allegretto in La bemolle maggiore dalla particolare sonorità che evoca mistero.

Il programma prosegue con lo Scherzo in si minore di Fryderyk Chopin (Varsavia 1819-Parigi 1849), composto nel 1830-1831 tra Vienna e Parigi, un linguaggio maturo, contaminato tra musica popolare e colta, una vera rivoluzione. Nonostante il nome, questo Scherzo esprime malinconia, forse per il primo Natale che Chopin trascorre lontano dalla sua terra d’origine e per la “Rivolta di Novembre” scoppiata a Varsavia. Anche lo Studio in Do minore, composto nel 1831 è pieno di sofferenza, la stessa che accompagnò il fallimento dell’insurrezione polacca sconfitta dalle truppe russe. Il virtuosismo tecnico del brano esprime appieno l’ideale romantico di Chopin e consente a Cassano di mettere in luce la propria abilità. Ancora, La Campanella, l’Étude S.140 n.3 di Franz Liszt (Austria 1811- Germania 1886) in Sol diesis minore, che ripropone il tema finale del Concerto n.2 per violino di Paganini e a concludere, la Toccata op.11 in Re min. che Sergej S. Prokof’ev (Ucraina 1891 – Russia 1953) scrisse a soli ventuno anni e che consente all’esecutore di esaltare il proprio talento.

Cosa rappresenta per lei la musica?

Per me la musica è energia, emozione che mi attraversa, si espande nello spazio ed arriva a chi ascolta, creando armonia invisibile.

Quali sono i suoi autori preferiti e perché?

Mi riconosco profondamente nell’idea di architettura sonora di Bach e nella limpidezza formale di Mozart, dove il pensiero musicale si manifesta con assoluta chiarezza. In Beethoven avverto una tensione strutturale e una forza etica che considero centrali nel mio percorso. Chopin incarna per me l’essenza del pianoforte, in cui tecnica e poesia diventano un unico gesto espressivo, mentre Listz rappresenta la dimensione trascendentale del virtuosismo, inteso come ampliamento delle possibilità del suono. Il mio lavoro cerca un equilibrio tra rigore intellettuale e slancio tecnico.

Perché la scelta di questo repertorio?

Ho scelto questo repertorio per unire tecnica e musicalità: Liszt e Prokofiev mostrano virtuosismo ed energia, Schubert e Chopin permettono di raccontare emozioni profonde e Beethoven (sonata Op. 2 n.2, terzo movimento, scelto come bis) evidenzia chiarezza formale e sensibilità artistica.

Quando ha capito che la musica ed in particolare il pianoforte avrebbe avuto un ruolo importante nella sua vita?

Non c’è stato un singolo momento, ma una presa di coscienza progressiva: studiando ho capito che attraverso il pianoforte riuscivo a unire rigore e libertà, pensiero ed emozione. A un certo punto è diventato evidente che non si trattava solo di una passione, ma di una forma di espressione personale artistica profonda e affascinante.

In futuro cosa le piacerebbe diventare?

Mi piacerebbe diventare concertista internazionale, oncologo e ricercatore.

Simone Cassano è nato a Lecce il 17 -10-2008, attualmente frequenta il quinto anno del Liceo Scientifico “Enrico Medi” di Galatone, Le. A luglio 2026, contestualmente alla maturità scientifica conseguirà la Laurea Triennale in pianoforte sotto la guida del M° Mariagrazia Lioy. È vincitore di numerosi primi premi assoluti in Concorsi Musicali Nazionali ed Internazionali. Le sue poesie sono pubblicate su “Enciclopedia dei Poeti Italiani Contemporanei” e in “Antologia letteraria” con prefazione di Mogol. 

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