Motivo dominante che accomuna le pagine del componimento “La mia Ballerina” sono i ricordi evanescenti di una undicenne alle prese con una danza rigorosa fatta di piccoli passi in tenera età,
cadenzati dalle musiche classicheggianti.
Presa per mano da una piccola ballerina di vetro si affaccia alla vita di tutti i giorni, paurosa ma ricca nel cuore e forte dell’unica e sola amicizia.
Scritto con grande riflessività, ben emergono l’emozioni di un infante che si trincera dietro un paventato sogno di essere la prima tra le prime. Suggestioni, emozioni, rievocazioni pervadono l’intero scritto che conduce ad un unico denominatore comune “Ballare con il cuore”.
Il ballo al suono di un carillon, il ballo di una bambina che crescendo entra a tutti gli effetti in un nuovo mondo fatto di musiche calde, ritmate e tipiche della danza latina. Rapita dalla musica ancestrale balla, gioisce, sogna senza mai essere diversa. La sua fanciullezza ricorda i piccoli passi mossi, timidamente, tra tanti. Nessun rancore per il tempo che fu ma in
una nuova dimensione ritrova tutta se stessa più grintosa che mai.
Oggi rivolta al nuovo, al dinamico ha voglia di essere la sola ed unica tra le tante.
“Il mio sogno ˗ auspica Alteamaria Paola Cuozzo ˗ possa diventare il vostro”.
