Quando è stato pubblicato per la prima volta, nel 2012, “Il sogno del barone” era poco più che una favola sconosciuta alla maggioranza dei novolesi. All’epoca, però, incoraggiai l’autrice
a non disperdere il suo talento e la esortai a continuare a coltivare la sua passione letteraria, oltre che per la storia del nostro paese.
Ora che la storia rivede la luce, grazie alla riedizione da parte della casa editrice Argo-MENTI, in collaborazione con la Fondazione Fòcara di Novoli, non è più un racconto per pochi intimi, ma rappresenta il simbolo della rivalutazione storica del nostro paese, che l’amministrazione comunale vuole promuovere ed incoraggiare.
Nel 2012 il Palazzo Baronale, in cui si incrocia ed intesse la storia dei protagonisti, era ancora una struttura chiusa soggetta a lunghi ed impegnativi lavori di restauro; soltanto nel 2016 ha potuto rivedere la luce ed è ora aperta ed accessibile al pubblico.
Per questo motivo assume un valore particolarmente suggestivo presentare la nuova versione, riveduta e corretta, proprio in una delle stanze dove è ambientato e dove lo spirito dei protagonisti aleggia nell’atmosfera. All’autrice ed all’Editore va la mia riconoscenza per aver accettato di inserire questa iniziativa nel programma dell’evento Fòcara 2017, in particolare proprio nel giorno della “festa dei novolesi”, accogliendo una mia personale richiesta, ovviamente non casuale, che reputo quanto mai appropriata anche da punto visto storico ed identitario.
Dalla prefazione a firma di Gianmaria Greco
