Lecce – Chi è stato Giovanni Gentile: un grande maestro oppure un “traditore”della cultura? Quali sono stati i suoi rapporti con il fascismo e con Mussolini? Per quali motivi ha aderito alla Repubblica sociale italiana andando incontro ad un destino praticamente inesorabile e prevedibile? Come considerare oggi il suo pensiero filosofico e la sua attività di organizzatore culturale?
A questi e ad altri interrogativi prova a rispondere Alessandro Campi con la sua ultima opera “Una esecuzione memorabile – Giovanni Gentile, il fascismo e la memoria della guerra civile”. Il professore universitario nonchè editorialista e commentatore televisivo e radiofonico presenterà il suo volume a Lecce, nel complesso degli Agostiniani, sabato prossimo, 24 gennaio, alle ore 18.
Con lui dialogheranno Massimo Bray, direttore generale dell’istituto della Enciclopedia italiana Treccani, Hervè Cavallera, docente universitario, Maria Cristina Fornari, docente universitaria di Storia della Filosofia.
Saluterà e introdurrà l’incontro il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone.
Campi affronta il “caso Gentile” da una prospettiva diversa rispetto ai contenuti del dibattito politico-filosofico sulla sua uccisione incentrato in prevalenza sul tema degli esecutori e dei mandanti. Nel dibattito, che resta ancora molto acceso, secondo Campi la morte violenta di Gentile, più che un enigma o un giallo poliziesco rappresenta un episodio tragicamente rivelatore della complessità delle vicende politiche, culturali, umane dello sviluppo nazionale sino ai giorni nostri, costituendo uno spartiacque nel passaggio dall’Italia fascista a quella antifascista.
L’ingresso è libero e aperto a tutti.
