Tradizione e identità, Upim riapre a Lecce, nella sua sede storica, dopo 25 anni

Lecce – E’ stata presentata, oggi, nella conferenza stampa a Palazzo di città, la riapertura di quello che è stato il primo ed unico punto di riferimento per lo shopping familiare nel centro storico. Oggi Upim ritorna con un “family department store” italiano articolato su due piani per circa 1300 metri quadrati, con 12 addetti alle vendite. Domani il taglio del nastro. Apertura con orario continuato dalle 9.30 alle 20.30. Fino al 31 agosto apertura fino alle 23.

“Ringrazio il sindaco che ci ha riservato un’accoglienza che non è la solita – ha detto Marco Latorre, direttore Vendite Upim – Questo significa avere grande attenzione per le attività commerciali e per le opportunità che offrono alla città. Noi abbiamo riqualificato una via importantissima, grazie al lavoro dell’ingegnere Fausto Giancane ed alla proprietà, la famiglia Spada. Ci sono 2600 metri quadrati di attività commerciale divisi tra Upim-Ovs e Pittarosso, con un importante spazio riservato ai bambini. Siamo contenti di poter riaccendere le luci in via Templari, in una data non casuale. Ringrazio l’ingegnere Giancane e le maestranze per essere riusciti a compiere questo “miracolo”.

“Siamo particolarmente felici – ha fatto sapere l’ingegnere Fausto Giancane – Già 30 anni fa, quando ero assessore, si era posto il problema del recupero di un immobile in un punto strategico della città. La nostra preoccupazione era che un edificio del genere, pur “problematico” dal punto di vista strutturale, potesse essere “snaturato”. Il mio progetto per il recupero strutturale (delicatissimo e importantissimo) di quell’edificio e la mia professionalità evidentemente sono stati apprezzati. Ho dovuto effettuare verifiche e intervenire staticamente per preparare l’immobile al recupero funzionale, anche dopo aver fatto ricerche su documenti vecchi di decine e decine di anni. Il Covid ha interrotto il progetto ma poi, fortunatamente, siamo stati in grado di recuperare. Upim è stata la prima grande struttura per la città. Il recupero dell’edicifio con destinazione “non food” rappresenta un recupero di natura storica della città. Mi auguro che sia la prima di una serie di iniziative dello stesso peso”.

“Il nostro percorso è iniziato nel 2017 – ha spiegato Matteo Spada – quando abbiamo rilevato l’immobile con l’idea di espandere la nostra attività nel settore dell’abbigliamento. Il “fermo” a causa del Covid ha fatto sì che venissimo coinvolti in una serie di progetti di altre parti che ci hanno fatto ripensare, portandoci a considerare l’idea di riportare Upim a Lecce. e di questo siamo particolarmente fieri”.

“Grazie agli uffici comunali per la disponibilità e l’impegno per lo svolgimento dei lavori – ha aggiunto l’assessore a Sviluppo economico e Attività produttive, Gabriella Margiotta – Nel centro storico non c’è uno spazio simile. Non posso che ricordare le corse sulla scala mobile, tanto attese, quand’ero bambina. E non vedo l’ora di rifarlo”.

“Sono qui come presidente della Provincia ma anche come sindaco di Gallipoli, visto che la famiglia Spada è gallipolina doc – è intervenuto Stefano Minerva – Matteo è un imprenditore illuminato e lungimirante. La riapertura di Upim è un segnale importantissimo per la città e per il centro storico, e per tutto il territorio, poiché Lecce è di tutti. Qualcuno non ci credeva, e ancor di più devo fare i miei complimenti per questa riapertura che rappresenta un valore aggiunto, una possibilità di ricchezza per tutto il Salento”.

“Condivido appieno quanto detto dal presidente Minerva – ha concluso il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone – Siamo due Istituzioni, Comune e Provincia, che vanno d’accordo e dialogano, come deve accadere sempre quando si punta al bene del territorio. Sono felice per quest’investimento, io soffro quando si viene dall’estero a comperare sul nostro territorio. Mi chiedo come mai non ci sia qui vivacità imprenditoriale, insieme con una certa capacità di rischio. Riconosco l’importanza dell’iniziativa privata, senza la quale il settore pubblico non riuscirebbe ad andare avanti. Ci sono tanti bravi imprenditori che potrebbero “fare squadra”, là dove necessario, per la realizzazione di opere importanti, ma vedo che non c’è questa mentalità. In tal senso penso, per esempio, al porto turistico. Proprio perchè mi sarebbe dispiaciuto che la struttura dell’ex Upim andasse a finire in mani diverse, quando io ero sindaco, agli inizi degli anni Duemila, e Giancane era assessore, facemmo un sopralluogo per verificare la possibilità di realizzare, in quello spazio chiuso di via Templari, uffici comunali. Ma non c’erano le condizioni. Sono sicura che, oggi, la riapertura di Upim possa far riprendere anche le sane abitudini di un tempo, come, per esempio, fare shopping con tutta la famiglia, così come si faceva una una volta. Chi ha un’età ricorda certamente l’emozione, da bambini, di andare all’Upim per comprare i giocattoli. Grazie a Upim da parte della città”.

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