In un tempo storico così confuso, dove il potere pare voler cambiare il mondo, l’aspetto umano, fatto di sentimenti e relazioni appare inversamente proporzionale alla distanza che s’intende creare tra le persone e all’evoluzione tecnologica messa al servizio del male. A venirci in aiuto ci sono come sempre le parole, frutto di un pensiero volto a fare e a porsi delle domande ed al dubbio, che da sempre accompagna la nostra esistenza, in quanto esseri pensanti. A sostenerci in questo cammino la filosofia, quella strana materia studiata al liceo, che però ci accompagnerà per tutta la vita.
Vincenzo Cuomo è uno studioso di estetica e di filosofia della tecnica, direttore della rivista internazionale di filosofia Kaiak, inoltre, è docente di Filosofia e Storia nei Licei Statali, socio della Società Italiana di Estetica ed è stato professore a contratto presso l’Università di Nizza “Sophia Antipolis”, la Nuova Accademia di Belle Arti di Milano e l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 2014 ha ottenuto l’abilitazione scientifica nazionale a professore di seconda fascia in Estetica (M-FIL04).
Le sue pubblicazioni monografiche sono le seguenti: Le parole della voce. Lineamenti di una filosofia della phoné (Edisud, Salerno 1998); Del corpo impersonale. Saggi di estetica dei media e di filosofia della tecnica (Liguori, Napoli 2004); Al di là della casa dell’essere. Una cartografia della vita estetica a venire (Aracne, Roma 2007); Figure della singolarità. Adorno, Kracauer, Lacan, Artaud, Bene (Mimesis, Milano2009); C’è dell’io in questo mondo? Per un’estetica non simbolica (Aracne, Roma 2012); Eccitazioni mediali. Forme di vita e poetiche non simboliche (Kaiak edizioni, Pompei Tricase 2014); Una cartografia della tecno – arte il campo del non simbolico (Cronopio Edizioni, Napoli 2017); Aporia d’Artaud. Crudeltà, anima, (Kaiak Edizioni, Pompei Tricase 2018); Wozu Heidegger? L’arte nella (lunga) crisi del Neolitico (Aracne, Roma 2020); Crisi di civiltà e terzo incluso (Kaiak Edizioni, Pompei 2024).
