Novoli (Le) – In occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, presso il Teatro Comunale, alla presenza del Sindaco di Novoli Marco De Luca, del Vicario provinciale dei Frati Minori di Lecce Michele Carriero, della prof.ssa di Storia del Cristianesimo e delle Chiese dell’Università del Salento Antonella Micolani, del teologo don Giuseppe Spedicato, del prof. di Estetica dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro nonché direttore artistico e coordinatore generale Fòcara 2026 Giacomo Fronzi e del giornalista, conduttore, direttore della testata Web PaiseMiu e moderatore dell’evento Antonio Soleti, si è svolto il talk dal titolo “Laudato si’, mi Signore, per frate focu. San Francesco e l’idea di rigenerazione”.
Dopo il concerto – spettacolo “La spada e l’incanto. Sulle orme di Francesco D’Assisi” presentato al Teatro Comunale di Novoli il 7 gennaio, si continua ad approfondire il tema che ruota intorno alla figura di San Francesco d’Assisi, al fine di evidenziare le caratteristiche umane e spirituali di un uomo che ha saputo spogliarsi dei propri beni e privilegi per portare un messaggio rivoluzionario di pace, armonia con il creato e con le sue creature.
“San Francesco d’Assisi non si è limitato a lodare il fuoco, in quanto elemento naturale ma ne ha accolto il significato più profondo. Il fuoco è diventato non solo forza capace di illuminare e riscaldare ma anche di distruggere. È proprio in questa tensione tra fragilità e potenza che abbiamo una chiave di lettura straordinariamente attuale, che ci invita a riflettere sul senso della rigenerazione personale e collettiva. Celebrando gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, siamo chiamati non solo a ricordare una figura centrale della spiritualità cristiana ma a interrogarci sull’eredità viva del suo pensiero, perché Francesco parla all’uomo di ogni tempo. In un’epoca segnata da crisi ambientali, sociali ed interiori, lo sguardo di Francesco sul creato e sulla relazione tra l’essere umano e il mondo, diventa un simbolo di rigenerazione possibile, una forza che purifica, rinnova e riaccende ciò che sembra spento. Esplorare il legame fra la spiritualità francescana e l’idea di rigenerazione – dice ancora Antonio Soleti – consente di mettere in dialogo il messaggio del “Cantico” con tutte le sfide del presente. L’elemento del fuoco consente di riflettere su come la lezione di San Francesco, ancora oggi, possa indicarci una via di responsabilità, cura e rinascita capace di restituire senso al nostro rapporto con la natura, con gli altri e con noi stessi”.
“La spiritualità francescana – sottolinea Antonella Micolani – è caratterizzata dalla consapevolezza della presenza di Dio nel creato. L’uomo naturalmente, è parte integrante degli elementi della natura ma questa interazione deve essere caratterizzata dal rispetto. Potremmo parlare di una sorta di ecologia francescana. Nel pensiero francescano è assolutamente rintracciabile una sorta di visione anticipatrice di quelli che sono i temi dell’ecologia, dell’esperienza mistica, dell’economia e della società in generale. Il tema francescano del rispetto del creato, ci anticipa la questione ambientale moderna e ci sollecita al rispetto dell’ambiente che ci circonda, un rispetto che deve venire sia dal singolo uomo che dalla società. Papa Francesco Bergoglio, nella stesura della sua seconda enciclica del 24 maggio 2015 – Laudato si’ – si è ispirato proprio al pensiero francescano sottolineando la stretta connessione tra problemi ambientali, inquinamento e cambiamenti climatici e società. Il pensiero francescano promuove una comprensione più profonda della condizione umana e veicola un messaggio di speranza e di cura. Cura per le cose del creato e per le relazioni sociali”.
“Bellezza e letizia del cuore sono due elementi che spesso ritroviamo nell’eloquio di San Francesco, unite alla forza della fede francescana. Come possono dar vita ad un cammino di rigenerazione personale e comunitaria che trasformi il nostro modo di abitare il mondo non da dominatori o da consumatori ma da custodi e fratelli? – fra Michele Carriero – invita a riflettere sull’esperienza umana di San Francesco che ci ha consegnato questo bellissimo Cantico di Frate Sole, scritto nel 1224 in un momento di forte sofferenza umana e morale. L’elemento del fuoco è la metafora della trasformazione, l’immagine iconica del cambiamento, del ritorno alla profondità”.
“San Francesco d’Assisi, aggiunge don Giuseppe Spedicato, ancora oggi risulta essere una chiave vincente per i giovani. Egli ci presenta una fede concreta e totale. La stessa che si vive a Novoli in questi giorni di festa e che testimonia una profonda devozione al Santo Patrono. San Francesco piace perché ha un linguaggio senza tempo e pertanto, sempre attuale”.
La fede va conservata, come un tesoro prezioso… dice San Paolo. La sfida più importante per i prossimi vent’anni – aggiunge Soleti – forse non sarà quella di mantenere la tradizione ma di custodire la fede.
“La figura di Francesco – conclude Giacomo Fronzi – è rivoluzionaria. Il suo processo di canonizzazione è tra i più veloci della storia della Chiesa. Pio XII, lo definirà il più Santo degli italiani, proclamandolo insieme e Santa Caterina da Siena, Patrono d’Italia nel 1939. Francesco getta le basi della modernità europea, in un tempo caratterizzato dalla povertà e dalla lotta di classe. La grande rivoluzione di San Francesco risiede proprio nel recupero del programma originale di Gesù, nel suo identificarsi in Lui, tanto da essere considerato una sorta di secondo Cristo, tenendosi a distanza dalle tentazioni del potere temporale e cercando di restituire forza e funzione alla spiritualità, scegliendo di vivere con una gioia, un divertimento che quasi rasentava la follia. Anche la sua predicazione è stata del tutto innovativa nelle forme, nei modi e nei luoghi, tutto questo rende l’apostolato di Francesco assolutamente nuovo e radicale. Francesco, il Santo dei poveri, un ardente difensore dei valori e dei diritti più inalienabili resta un modello ineguagliato di traboccante poetica e di passione per l’umano”.
