Melpignano (Le) – Questa volta, non per tutti. la dose è arrivata al veleno, così che il ragno misterioso, la Taranta, che riempie pagine di mito e storia da sempre, ha regalato la notte del 23 agosto anche pagine interessanti di idee su prevenzione, cura, terapia e supporto verso i più fragili e deboli. Due gli elementi fondamentali che hanno tessuto le fila di un percorso robusto di preparazione nella festa del ragno velenoso: l’informazione socio- assistenziale sul palco con una particolare dedizione all’assistenza ai vulnerabili, i più fragili ed una attenzione alla salute mentale; la rete di protezione sanitaria e civile di volontariato pubblico e privato che ha funzionato assieme alle forze dell’ordine, di polizia e dei corpi speciali laici e militari di soccorso e di emergenza.
Sin dalle prime ore del pomeriggio gruppi di giovani saltellanti tra tamburelli, ventagli, nastrini, fiocchi, gonne a balze, scarpe basse di tanta allegria hanno popolato il paese (i dati riportano una presenza di circa 80mila persone la sera del concertone e circa 70mila la sera precedente per la prova generale). Il corpo di ballo è stato diretto da Fredi Franzutti, Direttore del Balletto del Sud.
A sorpresa però, sul palco hanno danzato, regalando affetto e speranza, innanzitutto i giovani rappresentanti dell’associazione “ISempreVivi onlus” di Milano. Nata nel marzo 2009 da un’idea di Don Domenico Storri, sacerdote milanese, ma anche psicologo e psicoterapeuta, “ISempreVivi onlus” è una realtà aperta a tutte le persone e le famiglie che desiderano avere un supporto ed un aiuto a livello psicologico nella zona della città metropolitana di Milano e dintorni, sebbene nel cuore della direttrice di origini salentine, Simona Police, vi sia l’idea speranzosa di aprire prossime sedi operative in Salento. Alla base del metodo utilizzato per la riabilitazione e la rinascita, la psicoanalisi psicodinamica e la terapia di gruppo comportamentale. Nel 2018 la Onlus ha ottenuto l’accreditamento dalla Regione Lombardia – Unità Operativa di Psichiatria. Oggi l’Associazione conta circa 120 persone, affette da diversi disturbi psichiatrici e una cinquantina di volontari.
In questi giorni molti ragazzi e giovani pazienti dell’associazione hanno potuto godere della bellezza e del ristoro delle masserie salentine e del mare cristallino grazie anche ad una temperatura favorevole. Numerose le ragazze ipnotizzate e purtroppo anche “avvelenate” dal tarantismo, così come valorosi giovani cavalieri anch’essi coinvolti dal calore della musica dal buon vino , insieme a fanciulli in erba.
Nomi altisonanti tra i cantautori come quello di Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che ha inneggiato, commosso, alla sacralità della donna soprattutto in questo difficile momento storico in cui il rispetto ed i valori sembrano essere minati. Colpisce l’enfasi e l’afflato con cui Sangiorgi ha interpretato con voce tremante la sua Ninella canto popolare pugliese de “La Tarantata”. Sangiorgi eleva le sue note: “Nu l’hai menare l’acqua, Ninella mia, nu l’hai menare l’acqua na. Ca ddhu la mini, tie nasce na rosa”. In un senso più ampio, la frase esprime l’idea che l’acqua, usata in modo appropriato, può portare fertilità e bellezza.
Il giovane Ermal Meta poi dopo aver rassicurato la sua neonata prendendola in braccio e cullandola, ha regalato sul palco vere e proprie poesie in musica anche nella sua lingua originaria, l’albanese. Il cuore, alla fine, esplode di gioia e allo stesso tempo comincia a sanguinare ascoltando lo stile musicale di TÄRA , definito “Arab’nB ” dal suo progetto, che rappresenta un’espressione artistica nuova e promettente nel panorama italiano. Giovane artista italiana di seconda generazione TÄRA , nata da genitori palestinesi, canta testi in tre lingue: inglese, italiano e arabo che riflettono la sua identità multiculturale, ha inneggiato alla libertà della Palestina fondendo le sue radici palestinesi con il sound R&B contemporaneo e affrontando temi come le incertezze, le discriminazioni e l’orgoglio palestinese. Un inno dunque alla salute in senso globale del termine e alla libertà dei popoli in questa notte della Taranta.
Francesca Giannelli