Scarti è il titolo dello spettacolo della Compagnia Nèon Teatro, presentato nei giorni 9 e 10 ottobre ’25, nella storica sede della Distilleria de Giorgi di San Cesario, oggi importante contenitore di eventi culturali. Il progetto “Scarti. Valorizzare le diversità”, sostenuto dal Ministero della Cultura, fa parte della rassegna Teatri a Sud ed è guidato dall’Associazione Culturale Cittadina Universitaria Aenigma in partenariato con NèonTeatro ed Astràgali Teatro.
L’evento multidisciplinare trae spunto dal libro Punto di vista di Danilo Ferrari, con la regia di Monica Felloni e la drammaturgia di Piero Ristagno.
Due donne, vestite di bianco, accolgono gli spettatori danzando tra gli antichi strumenti di lavoro della distilleria e, lentamente, invitano gli stessi a sedere. Al centro della scena, di spalle, c’è Danilo, l’autore del libro. Presto il silenzio è rotto da una voce maschile fuori campo che dice: “Io e la mia sedia stiamo sempre insieme e ogni tanto ci annoiamo”, segue una voce femminile che aggiunge: “Il suono che mi piace è quello della tua voce”. Poi, una serie di domande, poste sempre a Danilo, l’attore che nel frattempo guarda il suo pubblico e che resta seduto sulla sua sedia speciale. Sorride di gusto Danilo, mentre a parlare sono i suoi occhi ed a leggerli è la sua insegnante e traduttrice Maria Stella Accolla.
La nascita è una porta che si apre verso l’universo… e il presente, un aratro che scava nel cuore.
Forse è proprio questa la giusta chiave di lettura, comprendere cosa sia la vita e come sia ampia la possibilità di esprimerla anche attraverso molteplici corpi e molteplici linguaggi, accomunati dalla stessa necessità di affermare la propria presenza e volontà di partecipazione.
Una serie di libri fa da liminale tra chi è in scena e chi osserva. Sono anch’essi protagonisti, perché si dirà la scrittura è tempesta e i libri volano come farfalle impaurite.
Lo spettacolo alterna momenti di riflessioni a momenti di leggerezza espressa con canzoni di musica leggera e arie d’opera e con la danza, che accompagna la parola e che ancora una volta si fa movimento con le mani dell’interprete LIS che spesso la traduce.
“Questa è la nostra vita, lontano dalla folla”. La voce fuori campo continua a stimolare la riflessione in maniera poetica per affermare che la vita vera è quella che si racconta attraverso l’arte, lontano dal caos e dalla fretta. Una vita che consente di approfondire i sentimenti, di guardare oltre l’involucro del corpo e oltre quegli sguardi che spesso giudicano senza conoscere.
Il lavoro che la Compagnia Nèon Teatro svolge è ben evidenziato nel cortometraggio di Monica Fellone che viene proiettato a conclusione dello spettacolo. Nel video si racconta la storia dell’attore Enzo Malerba, un vulcano di energia e simpatia, di come gli attori e le attrici si preparano prima di andare in scena, e infine, si evidenzia la risposta del pubblico, incantato dal loro talento, frutto di un lavoro costante, certosino, che mira a far emergere quel fiume sotterraneo che scorre in ciascuna “persona” e a guidarlo verso la sua foce.
Lo spettacolo Scarti è dunque un inno alla vita, un modo per tributare quelle persone che anche in condizioni di difficoltà utilizzano tutte le proprie risorse e con forza manifestano la propria voglia di esserci. Bisognerebbe sempre andare oltre l’apparenza, partendo dalla scelta del titolo, perché Scarti – come afferma Piero Ristagno – restituisce dignità a una parola che di solito porta con sé un senso di rifiuto, di esclusione. Trasformarla significa ribaltare lo sguardo: ciò che la società tende a considerare scarto, per noi diventa creazione, poesia, bellezza, ogni diversità è singolarità”.
Singolarità che diventa molteplicità quando, come per la compagnia Nèon Teatro, c’è la volontà di ritrovare una dimensione collettiva atta a costruire o ri-costruire una comunità libera da pregiudizi.
