Lecce – Secondi ad alcunché il sabato sera attori come Lorella Cuccarini e Giovanni Scifoni a Lecce a teatro con il tutto esaurito ed un finale di quasi mezz’ora di applausi ricevuti da una platea entusiasta, sedotta, soddisfatta ed in visibilio, tutta in piedi.
Sorprendente, dunque, il 15 novembre scorso anche la “seconda“ giornata dello spettacolo serale tanto atteso al Politeama Greco del musical “Aggiungi un posto a tavola!” in scena dal 14 al 16 novembre. La commedia musicale è della regia originale di Pietro Garinei (1919-2006) e Sandro Giovannini (1915-1977) ripresa teatrale di Marco Simeoli, scritta con Jaja Fiastri.
A quanto pare il numero perfetto è davvero il 2. Il numero “due “ quello dell’amore, del successo, della creatività e della salvezza, come viene ben fuori da quest’opera cinquantenne sempre attuale. Ma sappiamo che ”non c’è due… senza tre!”. Ed ecco il terzo elemento vincente, una colomba bianca: simbolo della purezza, ma anche dell’infinito, del Creatore che mette i brividi alla fine salutando dal vivo i protagonisti piluccando semini dalle mani dei protagonisti. Tutto rigorosamente preciso ed OK: dalle scenografie maestose in legno, ai tecnici della consolle in fondo alla sala (vicino ai tendoni spessi di velluto nero, che dividono la realtà dalla fantasia, la noia della vita dalla magia dello show), dagli strumenti audio ai maestri “stregoni delle vibrazioni” che si fa arte nelle voci che sono state per il pubblico “casa”, calore, fascino ed attrattiva. Per dirla in termini poetici arabi “il cuore che si fa casa” (Qalbak bayti). Sì, perché la voce di Giovanni Scifoni primo attore romano gagliardo protagonista reduce dal suo tour di “Fra- San Francesco” (monologo teatrale in cui interpreta il poverello d’Assisi) oggi appare più bella, corposa e sensuale che mai. Infatti la voce risuona da una timidezza di fondo dell’attore della “caput mundi” (proveniente da una famiglia di neocatecumenali dai profondi valori spirituali e religiosi trasmessi a lui con fiducia ), di un colore “rosso” come il fuoco della passione dal vivo, più che in TV o nelle serie fiction dove siamo abituati ad ammirarlo.
Scifoni è il responsabile di una comunità educativa per giovani in “Che Dio ci aiuti”, l’ultima serie; protagonista in “Fosca Innocenti”, così come nel ruolo del razionale e saccente psichiatra Dott. Sandri dell’indimenticabile serie “Doc – Nelle tue mani”, ispirata alla storia vera del medico Pierdante Piccioni.
Nel musical “Aggiungi un posto a tavola!” ammiriamo una Lorella Cuccarini che mette in gioco la simpatia e l’ironia in un ruolo “maturo” questa volta, reso quasi grottesco dagli stessi Autori, quello di Consolazione, la cortigiana straniera dal corpo perfetto, felino e sinuoso, ma dalla voce squillante e fumosamente rauca, che regala sorrisi e acrobazie “quasi volando” nel balletto e che fa da contraltare alla giovanissima paesana Clementina (Anna Di Matteo). Quest’ultima è un personaggio dolce e ingenuo, figlia del sindaco Crispino (Marco Simeoli), che nutre un affetto profondo e un po’ infantile per il giovane parroco imbarazzato e ribelle, quasi nevrotico interpretato da Scifoni. «Non gioco all’Enalotto, al Superenalotto, al Totocalcio perché penso di aver già avuto la mia dose di fortuna. È inutile che la rincorra: la ruberei agli altri» così affermava il regista Pietro Garinei, cinquant’anni fa, regista che aveva cominciato come farmacista la sua professione da giovanissimo, poiché la famiglia era proprietaria di una famosa storica farmacia romana proprio “in piazza San Silvestro”. Pelle d’oca ad ascoltare la voce fuori campo di Enzo Garinei (attore e doppiatore fratello del regista Pietro, 1926-2022) con cui ha il dialogo continuo il prete fortunato Don Silvestro (Scifoni) che deve salvare tutti come un sempre “attuale Noè dei giorni nostri” dalle acque dirompenti del diluvio universale del Giudizio Divino.
Questa volta però il dialogo diretto con Dio è un vero e proprio “scontro provocatorio”: addirittura vengono messi in discussione da Dio stesso, come a sfida quasi, la castità dei sacerdoti e l’amore universale a favore della salvezza del singolo. Colpi di scena e grande entusiasmo in Scifoni che grida a Dio “ce l’hai insegnato tu che bisogna sacrificarsi per gli amici, che bisogna saper perdonare!”.
Don Silvestro compie l’estremo sacrificio a favore dell’umanità scegliendo di proteggere gli altri, i suoi parrocchiani, i suoi compagni di avventura e di vita, anziché sé stesso per essere infine redento, salvato con tutti e riabilitato agli occhi di Dio. Cinquanta anni di musical e non sentirli! Uno spettacolo di successo senza dubbio che rinnova la filosofia e la mission della regia primordiale, non ci fa rimpiangere Johnny Dorelli e gli attori di una volta e dimostra come avere 50 anni al giorno d’oggi è sinonimo comunque di qualità e modernità, se l’intelligenza significa chiaroveggenza.
