Il 24 maggio il Museo Ebraico protagonista di Cortili Aperti: workshop, visite guidate, vini Kasher e musica dal vivo per celebrare i dieci anni dalla nascita

Celebrato il decennale del Museo Ebraico di Lecce: 180mila visitatori, oltre 200 eventi culturali e il conferimento della cittadinanza onoraria a Claudio Fano il 21 maggio

Lecce – Sarà una giornata speciale quella del 24 maggio per il Museo Ebraico di Lecce, protagonista dell’edizione 2026 di Cortili Aperti con un programma di appuntamenti pensati per celebrare i dieci anni dalla nascita del museo e condividere con cittadini e visitatori il valore storico, culturale e identitario di uno dei luoghi più significativi del centro storico leccese.

Il programma della giornata prenderà il via alle ore 11 con un workshop dedicato alla lavorazione della pietra leccese, proseguirà dalle 17 con le visite guidate agli spazi del museo e dell’antica Giudecca medievale e si concluderà alle 18 con una degustazione di vini Kasher accompagnata da musica dal vivo. Un appuntamento che unirà memoria, cultura, tradizioni e convivialità all’interno della manifestazione che ogni anno apre al pubblico i luoghi più suggestivi della città.

L’iniziativa si inserisce nel calendario delle celebrazioni per il decennale del Museo Ebraico di Lecce, festeggiato ufficialmente il 14 maggio con una conferenza pubblica nella sede di via Umberto I, durante la quale è stato tracciato il bilancio delle attività svolte dal 2016 a oggi e annunciato il conferimento della cittadinanza onoraria a Claudio Fano, previsto il 21 maggio alle ore 16 nel corso del Consiglio comunale di Lecce.

Dieci anni di ricerca, valorizzazione e riscoperta della memoria cittadina hanno trasformato il Museo Ebraico in un punto di riferimento culturale riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Il museo sorge infatti nel cuore dell’antica Giudecca medievale di Lecce, nell’area individuata come sede dell’antica sinagoga, restituita alla città grazie a studi storici, approfondimenti archeologici e lavori di recupero.

A ripercorrere le tappe di questa esperienza è stato Michelangelo Mazzotta, cofondatore insieme a Francesco De Giorgi: “Un progetto nato dalla volontà di riportare alla luce una storia dimenticata e di restituire alla comunità un patrimonio identitario di grande valore. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno delle istituzioni che, sin dall’inizio, hanno accompagnato la crescita del museo”.

I numeri raccontano la crescita di una realtà ormai consolidata: 180mila visitatori accolti in dieci anni, oltre 200 eventi culturali organizzati, più di 50 scuole ospitate ogni anno, oltre 50 artisti coinvolti tra mostre e residenze creative, più di 50 professionisti impiegati nelle diverse attività e una rete sempre più ampia di collaborazioni nazionali e internazionali.

Nel corso della conferenza, Fabrizio Ghio, archeologo e componente del comitato scientifico, ha ricordato le numerose iniziative realizzate in questi anni: mostre, pubblicazioni storico-scientifiche, percorsi didattici per scuole provenienti da tutta Italia, attività speciali durante la Settimana della Memoria, workshop, corsi di formazione, visite guidate e installazioni multimediali come il teatrino olografico e la mappa interattiva della Giudecca. Significative anche le collaborazioni artistiche internazionali, in particolare con Israele, che hanno portato a Lecce numerosi artisti contemporanei e mostre diffuse anche in altre città pugliesi come Trani e Polignano a Mare.

Direttore del Museo Ebraico di Lecce e docente di lingua e letteratura ebraica presso Sapienza Università di Roma, Fabrizio Lelli ha sottolineato la capacità dell’istituzione di attraversare momenti complessi “come il periodo della pandemia, trasformando le difficoltà in opportunità attraverso attività culturali a distanza. L’obiettivo resta quello di ampliare l’offerta culturale e attrarre visitatori interessati a conoscere il Salento anche attraverso la sua storia multiculturale, promuovendo valori di integrazione, dialogo e conoscenza”.

Tra le notizie più significative emerse durante la mattinata, l’annuncio del conferimento della cittadinanza onoraria della città di Lecce a Claudio Fano, testimone diretto delle leggi razziali e sopravvissuto alla deportazione del Ghetto di Roma del 16 ottobre 1943. Da anni vicino al museo, Fano ha partecipato a numerosi incontri con gli studenti in occasione della Giornata della Memoria e ha donato importanti oggetti oggi custoditi nel percorso museale.

Presente anche una delegazione del MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, che ha espresso apprezzamento per la realtà leccese e disponibilità ad avviare future collaborazioni.

A dieci anni dalla sua nascita, il Museo Ebraico di Lecce si conferma così non solo custode della memoria, ma presidio culturale capace di connettere passato e futuro, identità locale e respiro internazionale.

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