“Non aver paura”, un monito che ricorda lo sprone di Giovanni Paolo II “Non abbiate paura”, è il titolo di un “manifesto” divulgativo, una dichiarazione d’intenti rivolta a coloro che sono interessati ad indagare sulla realtà del Parkinson. Portata all’attenzione da Antonio Soleti nell’ambito della rubrica settimanale di approfondimento sanitario, “Mi Curo di Te” nella quale il direttore e conduttore nell’occasione ospita nello studio di radio PortaLecce i rappresentanti dell’Associazione Parkinson Salento, il presidente Adriano Santoro e la segretaria Anna Lanciano.
La finalità è di portare a conoscenza: la nascita, lo sviluppo e lo stato dell’arte di questa unica realtà associativa sul territorio salentino. Lo stesso Adriano Santoro afferma di essere stato colpito da questa patologia neurodegenerativa, in prima persona affrontata subitaneamente al Sant’Isidoro, un Centro di riabilitazione a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo. Al male ha opposto terapia occupazionale, danzaterapia, logopedia in pieno periodo Covid. A ciò ha aggiunto esercizi fisioterapici consistenti in 8/10.000 passi al giorno ai fini di mantenere il livello di dopamina nel cervello per via della moria di neuroni; a corredo di ciò si è reso necessario il ricorso a farmaci classici appositi per la cura del Parkinson.
Dalla facilità con cui Santoro, ormai ex bancario ora in pensione, parla del suo disturbo invalidante, il passo alla nascita dell’Associazione è breve ed avviene nel 2022. Da 7 malati si è giunti a 120 contatti, altresì essa consta di un direttivo formato da un vice-presidente medico in pensione, un ex bancaria avente il ruolo di tesoriera, un fisioterapista, un professionista in Comunicazione e una docente, la stessa Anna Lanciano. Il conduttore chiede la finalità che stricto sensu si propone l’ente associativo e il presidente enuclea tutte le funzioni della rete che ha avuto seguito, ossia visita gratuita presso il presidio ASL, contrasto alla preoccupazione, all’isolamento, formazione e informazione sul decorso della malattia e possibilità pratiche offerte al mondo gravitante attorno al morbo di Parkinson.
2.500 malati certificati in provincia di Lecce di cui 1.600 a conoscenza della rete abbisognano di caregiver a loro volta supervisionati e sostenuti emotivamente, questo il tallone d’Achille del giovane ente, che si prefigge di colmare questa attuale lacuna dal punto di vista del supporto psicologico. Gli aiuti forniti all’espansione di questo multiuso Centro sono venuti oltre che dall’ASL, dalla Fondazione Francesca Massa, dalle Diocesi e dall’attività convegnistica, su cui si sofferma la Lanciano, gettando luce sui 4 stadi del Parkinson che può essere anche giovanile e dei quali gli ultimi due sono particolarmente gravi. Fra i paletti che si fissano sulla repressione del fenomeno si fa strada l’idea di creare 3 Centri di eccellenza presso l’ex “V. Fazzi” a Lecce, l’ospedale di Maglie e quello a Gagliano del Capo. E, per arrestare l’irrigidimento dei movimenti per quanto possibile, i due ospiti consigliano il Tai Chi, tecnica derivante dalle arti marziali, per il raggiungimento di una maggiore autonomia.
La ciliegina sulla torta però la mette Soleti che suggerisce, per una più mirata penetrazione territoriale dell’Associazione Parkinson Salento, la domanda ad una maggiore partecipazione da volgere ai medici di medicina generale, ora poco presenti, alle Unioni dei Comuni, alle Associazioni culturali, alle Caritas per una più adeguata mappatura del territorio. Con tale augurio gli ospiti presenti accolgono gli spunti elargiti e invitano a scrollare l’home sulla pagina facebook della nuova Associazione. Per i dettagli è assolutamente consigliabile seguire l’intervista.
