Il convegno sul tema “La cannabis medicinale: conoscenza, consapevolezza e buone pratiche terapeutiche” riguardante la tutela dei pazienti che prediligono la cannabis medica si è svolto presso l’ex Conservatorio Sant’Anna a Lecce il 13 dicembre scorso. A moderare, il direttore di Paisemiu, Antonio Soleti che ha aperto i lavori invitando una platea di cittadini, cultori, medici e farmacisti ad esplorare l’argomento in modo approfondito e disciplinare non solo nel suo fondamento scientifico, ovvero legato alla sicurezza della cura medica ma anche per ciò che investe la sfera non meno importante del sentire comune.
Dopo i saluti di rito la presidente e fondatrice dell’Associazione Tutela Pazienti Cannabis Medica APS ETS Isabella Rosa Palazzo ha posto l’accento su questa realtà in divenire, fatto salvo che la stessa dichiara di essere in cura da 10 anni con farmaci cannabinoidi per contrastare una comorbilità consistente in un quadro sintomatologico di disturbi come: artrite, cefalee, dolori reumatici, neurologici e in un certo qual modo turbe epilettiche. Inoltre la Palazzo delucida riguardo all’aspetto cosiddetto innovativo della cannabis medica e dell’esistenza della pianta che invece vanta radici millenarie in Cina, India, Africa e realtà varie in cui è posta in essere.
Relativamente alla scarsa informazione sull’utilizzo di essa fa riferimento l’avv. Lara Cataldo, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Lecce, latrice di un percorso nell’esplicazione del suo mandato istituzionale orientato alla conoscenza della sostanza tanto dibattuta. L’opinione del dott. Mattia Cusani, esperto in cannabis industriale è centrale poiché evidenzia un lato della criticità della cannabis a cui è soggetta per l’uso che si dispiega a livello internazionale unicamente mediante il canale farmaceutico. Il presidente dell’associazione Canapa Sativa Italia fa il punto sulla necessità dello studio appropriato per i fruitori che dovrebbero superare l’ottica semplicistica del “sentirsi sbagliati”.
La focalizzazione sul sistema endocannabinoide ad opera del dott. Ruggero Amato, veterinario, ricercatore presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II è ben illustrata perché oltre a mettere in luce il fattore moda ne descrive il funzionamento a margine recettoriale. Notevole nel contesto l’effetto entourage, grazie a cui si può incentivare l’indicatore terapeutico dei composti e ampliare il campo di applicazione. Beninteso allo stato dell’arte, la sostanza si allestisce in farmacia come mette in evidenza il farmacista preparatore galenico, specialista in cannabis medicinale, membro del Comitato scientifico dell’associazione dott. Alfredo Tundo che allerta sull’importanza preminente del dosaggio, basilare poiché le tipologie dei preparati galenici hanno una funzione bilanciatrice nel dinamismo organismico. Come dire, si apre un mondo, tutto da scoprire.
