L’esperienza della professione infermieristica raccontata dalla Dott.ssa Paola De Biasi ai microfoni di “Mi Curo di Te” nella puntata dell’1 dicembre affrontata senza tralasciare cosa alcuna, grazie alle sollecitazioni dell’autore e conduttore della trasmissione settimanale Antonio Soleti, nel salotto di Radio Portalecce.
L’intervista raccoglie momenti fondanti nella preparazione al “mestiere” di infermiere, vissuti con pazienza certosina e spirito di abnegazione nel team sanitario dall’ospite alla poltrona. Difficoltà pratiche scandiscono una profonda conoscenza della disciplina che si tramuta in laurea infermieristica triennale e poi nella magistrale, consistente in + 2 anni con la denominazione di Scienze Infermieristiche ed Ostetriche.
Paola De Biasi riveste il ruolo di Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Brindisi; è altresì preposta al coordinamento dell’attività di funzionamento e organizzazione del Blocco operatorio dell’Ospedale Perrino, una vasta area che consta di 13 sale con uno staff infermieristico e chirurgico costituito da competenze elevate, dove la specialista compie un tutoraggio con giovani infermieri tra cui i cosiddetti infungibili che possono espletare il loro compito in altri reparti e non viceversa.
La domanda di Soleti, un invito a spiegare su quali presupposti poggia l’esistenza dell’Ordine, viene evasa subitaneamente dall’ospite che delucida riguardo all’avvenuto passaggio dall’IPASVI all’Ordine professionale di cui la De Biasi, dal 26 dicembre 2024, è presidente provinciale nonché vice presidente regionale. In Italia, nel 2030 mancheranno 65.000 infermieri, come illustra il rapporto delle FNOPI dell’Istituto di Sant’Anna di Pisa. Di contro a notizie allarmanti vi sono entusiasmanti prospettive come l’istituzione di corsi per diventare infermieri di famiglia, giunti alla III edizione nell’ASL di Brindisi, accanto agli infermieri di processo che fungono da guida per pazienti e caregiver, allorquando i tempi di attesa si allungano enormemente, realtà questa presente già a Lecce, nel PS, nel Perrino e nella BAT.
Ancora una notizia formidabile inerente alla velocità di assorbimento delle figure professionali che possono ben sperare già a ridosso del conseguimento della laurea in un contratto a tempo indeterminato. Nondimeno c’è rigorosità per ciò che concerne la condotta on the job doverosa da parte di questo ruolo lavorativo, non più “sudditante o ausiliario del medico”, come pareva forse una volta, bensì legato a regole ben precise pena la sospensione dall’esercizio della professione come nel caso del mancato rispetto dell’onere economico annuo o nella pratica di postare sui social dettagli relativi alla giornata lavorativa e quant’altro, un comportamento scarsamente consono allo status dell’”angelo custode” del medico o del tutore nelle cure di malati e familiari.
Questo ed altro è largamente esposto nell’intervista.

Grazie Daniela per aver parlato di una figura molto importante nell’ambito ospedaliero per la cura delle persone .Ci auguriamo che in Italia possa essere riconosciuto meglio il loro lavoro
È vero, dal punto di vista economico