Il titolo “La Sanità tra tradizioni, innovazioni e sfide” con l’annessione delle parole d’ordine “Al centro la persona” di rogersiana matrice la dice lunga sul tenore dello svolgimento del convegno scientifico tenutosi presso il Centro Medex a Squinzano il 27 settembre scorso.
Co-organizzato dalla Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Squinzano e dalla SIACUM (Società Italiana degli Accademici e dei Cultori della Materia) è stato patrocinato dalla Provincia di Lecce, dal Comune di Squinzano, dall’Ordine dei medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Lecce, dall’Università del Salento, dall’Università LUM – School of Management e da Puglia Sanità.
La convention ha dipanato la matassa sullo spinoso tema della sanità tra pubblico e privato con considerazioni che si sono intersecate fra gli ospiti deputati a relazionare e un pubblico competente che ha sintetizzato l’argomento lasciando tracce da percorrere nel tipico variegato mondo strutturale tra passato e presente che è già futuro, grazie ad un’attenzione squisitamente selettiva. Ha aperto i lavori il moderatore Antonio Soleti, direttore di Puglia Sanità, autore e conduttore della Rubrica scientifica “Mi curo di te”, un focus settimanale trasmesso su Radio PortaLecce e Radio One.
Nel suo indirizzo di saluto, il ten. Daniele Cocciolo, presidente dell’ANC di Squinzano, promette una lunga serie di obiettivi aventi come acme il binomio ricerca e didattica per attrarre l’opinione pubblica.
All’amministratore unico del centro Medex, Antonio De Vitis, gli onori di casa; nel suo intervento egli ha delineato il percorso di crescita del centro da lui diretto e che oggi, a ragion veduta, si è guadagnato un posto di tutto rispetto fra i competitor della sanità privata, senza regalie da parte del servizio sanitario nazionale. Un’avventura che dura da 14 anni e con risultati d’eccezione.
Sempre nell’ambito dei saluti, poi, è stata la volta del sindaco di Squinzano, Mario Pede che ha ritenuto il consesso foriero di interessanti novità ai fini della qualità della vita dei cittadini e non solo. Un sostegno simbolico e significativo all’iniziativa giunge in forma epistolare da Mons. LuigiPezzuto, già Nunzio apostolico che si è augurato che tali momenti di incontro e confronto possano avere sempre più valenza sociale e che oltre ad aspetti tecnici e politici, la conversazione possa mirare ad elevare il livello della discussione volando ancora più in alto ossia avendo sempre presenti i valori umani e cristiani, cioè i valori etici e quelli che riguardano la solidarietà, la vicinanza umanitaria e persino l’amore: sono questi i valori di fondo che devono dare forma all’azione degli operatori sanitari, delle famiglie e della società intera.
A snocciolare dati ci pensa Guglielmo Forges Davanzati, docente dell’Università del Salento che, a proposito della spesa sanitaria degli ultimi decenni, rivela ad oggi una contrazione del 6% del PIL in fatto di globalizzazione nel welfare. Un accenno alla storia andando a ritroso fino al periodo borbonico è offerto da Marco Imperio (docente dell’Università del Salento) che illustra l’avvicendarsi nel tempo delle casate, testimoni dell’ossatura delle imprese familiari a confronto con i nuovi scenari della digitalizzazione postmoderna. Sul solco del revival uno spaccato dall’800 al 1920 è la materia presentata dal suo collega Franco Antonio Mastrolia precisamente sulle condizioni igienico-sanitarie e la presenza di medici benemeriti in Terra d’Otranto. A proporre una mirata riflessione accennando a termini come: compliance, telemedicina, cura, accoglienza, soft skills, intelligenza artificiale è Roberto Maniglio, docente di psicologia presso l’Universitas Mercatorum che allerta di contro sui rischi degli stressor e dei fenomeni di burnout, richiamando per contrasto il concetto olistico dell’uomo descritto in chiave ippocratica.
Il moderatore, poi, punta il focus attentivo sulla coerenza interna nella sfera esperienziale della salubrità mentale. Nel contesto aprendo al dibattito Claudia Pati, esperta dell’Area di riabilitazione facente capo all’ASL di Brindisi, getta luce sull’ampiezza dello spettro riabilitativo senza omettere l’esistenza di condotte all’insegna di un abuso riconosciuto talvolta nella selva dell’ambito della sanità a grandi linee.
Si parla anche di farmacoterapia con un approccio breve da parte di Antonio De Santis, già presidente dell’AISF (Associazione degli Informatori scientifici del Farmaco). Frattanto la dott.ssa Maria Francesca Colella e la collega Marina Garrisi scommettono sull’ importanza della potenza della prevenzione portando in auge vocaboli come sostenibilità e dieta mediterranea.
A tal guisa Antonio Soleti accenna all’utilità di un fascicolo sanitario, una sorta di certificato anamnestico dalla nascita fino a fine vita, da consultare non soltanto in situazioni estreme ma da usare come una cartina di tornasole per il paziente al momento delle possibili terapie da prescrivere, come afferma l’internista Maria Cristina Mattia che considera un lungimirante toccasana nei buchi neri della sanità.
Conclude la rosa degli interventi il presidente della CAM ( Commissione Albo Medici dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Lecce) Luigi Peccarisi, che ha dissertato sul nudo excursus dei medici di libera scelta e imposti dal Sistema Sanitario, una disamina a riverbero che pone all’attenzione le criticità e le speranze inerenti alla continuità dell’operato del medico di medicina generale per cui si prevede che il legislatore ponga le basi per una specializzazione post lauream pur assistendo ad una pletora che abbraccia sin da ora l’indiscriminato impiego di specialisti ed una flessione dei medici di base.
Un tour de force che vedrà allineati molti medici curanti che hanno fatto del nobile “mestiere” una passione, nonché una missione a cui mirabilmente sono vocati.
