Anche in Italia l’obesità è riconosciuta una malattia cronica. Lo spiega Stefano Scardia ai microfoni di “Mi curo di te”

“La sanità a portata di mouse” è il catenaccio del titolo “Mi Curo di Te”, la rubrica settimanale di approfondimento ideata, diretta e condotta da Antonio Soleti che nella puntata di lunedì 17 novembre ha ospitato il Dott. Stefano Scardia, nutrizionista, internista presso il presidio ospedaliero del “V. Fazzi” di Lecce, accompagnato da Manuel Rollo e Lucia Velino, testimoni “visibili” dell’efficienza delle sue cure.

A distanza di un anno è nuovamente invitato dal conduttore negli studi di PortaLecce in cui ha dissertato particolarmente sulla patologia dell’obesità multifattoriale portando con sé altresì dimensioni come il correlato sociale, psicologico, scientifico con l’aggiunta dell’attuazione del riconoscimento legislativo quale patologia clinica recidivante. Tuttavia il dott. Scardia esplicita che si parla, per così dire, di una legge vuota, nel senso che è spoglia nel suo corrispettivo economico. In senso stretto la sanità pubblica nazionale dovrebbe cantierizzare 6 miliardi di euro e, nostro malgrado, questa realtà non è sconosciuta nemmeno ad altri Paesi esteri come, Germania, Francia e Stati Uniti. Per aver diritto al farmaco salva-vita, essendo l’obesità una malattia cronica anche se curabile, sono stati in 90 a chiedere la gratuità del farmaco in circolazione ma a pagamento.

Alla stessa stregua per il tumore c’è bisogno della terapia parimenti è per tale infermità, purtuttavia verso la prima affezione persiste un atteggiamento più indulgente. Infatti fa notare Soleti che “vi è un richiamo al cliché di bellezza di immagine che deve prevalere sul senso comune. Il fatto che una persona in sovrappeso debba ricorrere ad un farmaco per rimettersi in sesto non corrisponde all’immagine che vogliamo sdoganare attraverso i social dove ci si fotografa in tutte le salse utilizzando miriadi di filtri”. E’ dunque alla base di un problema di educazione al rispetto di chi per vari motivi si trova nella condizione del fisico in dismisura riguardo al modello ideale, perché di idealità si tratta. In tal caso Scardia avverte di fare attenzione alle truffe, è infatti recente la notizia della donna in coma per aver acquistato un farmaco falsificato da internet che conteneva insulina. Non a caso sussiste un team multidisciplinare che non solo promuove il farmaco a beneficio del paziente a livello alimentare ma aggiunge la figura dello psicologo che lo aiuta ad uscire da questa spirale e accettare il proprio corpo. E non finisce qui, il riflesso sociale ineluttabilmente concerne: famiglia, caregiver, amici, colleghi di lavoro, una realtà che cambia i diversi raffronti e per essi richiede supporti. Oltre a ciò chi guarisce ha a suo carico delle cicatrici, quindi è un disturbo che si autoalimenta. Il medico in studio spiega che il primo passo per affrontare il morbo è dato dalla prima visita per rilevare l’indice BMI che non deve essere superiore a 40  o 35 con patologie scompensate e il ricorso alla chirurgia bariatrica non esclude il follow up, infatti ad esempio dopo i 5 anni circa si tende a riprendere il peso perduto e quindi occorre assumere il farmaco.

Ma la lotta alla patologia fa a botte con una pletorica lista d’attesa, per cui non v’è soluzione, nonostante il lavoro superintensivo dei medici, i nuovi trattamenti costano sempre di più, è come il cane che si morde la coda. E il percorso non è univoco, lo prova il risultato di Lucia Velino che grazie all’assunzione del farmaco e agli accorgimenti usati ha perso 32 chili che aveva acquistato in gravidanza, ora osserva una dieta chetogenica, supervisionata da uno psicologo, periodicamente. Mentre Manuel Rollo, ha fatto dapprima ricorso al trattamento farmacologico, avente comorbilità poiché diabetico; a seguire si è sottoposto ad intervento di chirurgia bariatrica, dimezzando di fatto i suoi 260 kg, sedimentando la nuova forma con esercizi di nuoto in piscina a cui seguirà l’addominoplastica per il rimodellamento estetico. Come a dire vedere per credere.

2 comments
  1. Grazie Daniela per questo articolo veramente interessante, un tema attuale che coinvolge la medicina ma anche la psicologia nella quale tu sei è un’ esperta .Brava !

  2. Grazie Daniela per questo articolo veramente interessante, un tema attuale che coinvolge la medicina ma anche la psicologia nella quale tu sei è un’ esperta .Brava !

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