Alzheimer ed epilessia avanzano: quali misure cautelative? Ai microfoni di “Mi curo di te” la neurologa Isabella Colonna

Continuando sul filone delle malattie neurodegenerative, dopo il report sulle cefalee definito dalla Dott.ssa Giovanna Trevisi, ora “Mi Curo Di Te” incontra Isabella Colonna, anche lei neurologa come la collega che l’ha preceduta il 15 dicembre scorso. Ai microfoni del Direttore, nonché autore della fortunata trasmissione settimanale, giunta alla sua quarta edizione, Antonio Soleti, l’ospite spazia in lungo e largo sulla sua esperienza professionale, stavolta con uno sguardo ad Alzheimer ed Epilessia.

Il conduttore si confronta con la specialista, dirigente medico presso l’UOC di Neurologia nel presidio ospedaliero “Francesco Ferrari” di Casarano, tra l’altro responsabile dei neurologi europei nella Sezione Giovani e le chiede di fare luce sui significati della disciplina neurologica a cui l’esperta con la sua chiarificatrice esposizione si affretta a fare un distinguo circa la radicata confusività con la materia psichiatrica. Sostanzialmente la prima è di pertinenza dei disturbi dei sistemi: nervoso centrale e periferico, invece per quanto concerne il campo psichiatrico, che fino a 50 anni fa circa era conglobato nella neurologia diventando neuropsichiatria, che permane per la pediatria, centra invece l’aspetto delle turbe motorie e si occupa di mente e comportamento; tuttavia esiste un’affinità elettiva fra le tre scienze.

Entrando nel vivo della materia per quanto attiene al morbo di Alzheimer si viene a conoscenza che trattasi di una malattia neurodegenerativa che determina disturbi mnemonici e cognitivi che portano ad una perdita di autonomia, tale da incidere come e più del Parkinson, quest’ultimo può provocare demenza, data la casistica incontrata. E lo scenario si presenta allarmante dati i 50 milioni di casi nel mondo di persone affette da questa gravissima forma di demenza, i cui segnali aumentano poiché vi è un incremento della longevità, peraltro la sintomatologia è rintracciabile nella dimenticanza, depressione, difficoltà di concentrazione, di pianificazione ed orientamento. I fattori di rischio iniziano nei primi anni di vita e sono caratterizzati da: perdita della vista e dell’udito, ipertensione, obesità, inattività fisica, isolamento sociale e sintomi annessi.

Soleti punta il focus sull’essenzialità e la coerenza del piano terapeutico, collegandolo per contrasto alle estenuanti attese nei centri UVA ora denominati CDCD (Centro Disturbi cognitivi e Demenze), cercando di sollecitare delucidazioni sull’eziologia della malattia per cui vi è familiarità, ma aventi a che fare con l’ereditarietà in minor misura se non in mutazioni del gene. Il consiglio è rivolgersi al neurologo per ricercare tra risonanze magnetiche, PET e quant’altro possa evitare che la patologia si annidi e cresca esponenzialmente.

Il dialogo approda al trattamento poi dell’epilessia, partendo dagli esordi e dalle differenziazioni nel manifestarsi degli episodi che “decidono” la svolta che il paziente affetto compirà, grazie ad una farmacoterapia di ultima generazione. Sta di fatto che i casi di morte improvvisa risultano essere una rarità, accade che la crisi epilettica può essere scatenata anche da una privazione prolungata di sonno, detta provocata, le cui cause sono molteplici: infezioni, encefaliti, traumi cranici, per citare alcuni macrofenomeni studiati. C’è da dire nondimeno che si può contare su di una più che significativa guarigione, talvolta accompagnata dal farmaco, che rappresenta altresì un alto costo gestionale e secondo una tempistica variabile. Ad ogni buon conto bisogna fare attenzione all’uso protratto fino a notte fonda dei social, poiché come avviene per le cefalee, gli stimoli luminosi possono innescare una crisi e in più vi è una comorbilità tra i disturbi oggi frequenti 1/100. Importante sapere che in seguito ad un attacco epilettico è necessario mantenere in sicurezza la persona, eliminare gli ostacoli, come è controindicato inserire le mani in bocca  e rivolgersi al 118 nel caso si superino i 4 minuti.

Un  problema pratico, come accennato, è dato dall’esosa spesa che il SSN dovrebbe affrontare per combattere il morbo designato, stigmatizzante rispetto ad altre malattie come il parkinson, anch’esso diffuso nell’età moderna. Interessante a tal guisa l’obiettivo prefisso dall’OMS che ha elaborato un piano strategico ai fini di migliorare le cure di pazienti e caregiver , questi ultimi duramente provati da un superlavoro psicoemotivo , spesso trascurato nella dimensione caleidoscopica del male da curare.

Per saperne di più è in cantiere un’iniziativa che avrà sede nell’ambito del teatro dei Salesiani a Lecce il 20 gennaio e il 10 febbraio 2026 sull’epilessia. Si chiude il colloquio tra Soleti e Colonna con notizie che allargano il cuore per quanti si ritrovano a vivere le conseguenze di  queste malattie, aprendo a panorami ottimistici se seguiti alla lettera.

4 comments
  1. Grazie Daniela cara, hai saputo esporre in maniera esaustiva l’intervista fatta dal dottore Soleti su due delle più complesse patologie neurodegenerative. Il mio augurio è che continui la ricerca in modo da alleviare le sofferenze delle persone che ne vengono colpite .

  2. Grazie Daniela cara, hai saputo esporre in maniera esaustiva l’intervista fatta dal dottore Soleti su due delle più complesse patologie neurodegenerative. Il mio augurio è che continui la ricerca in modo da alleviare le sofferenze delle persone che ne vengono colpite .

  3. Grazie dttssa Colonna …la sua esposizione è stata veramente esaustiva.
    Sarebbe bello poterla seguire nei prossimi interventi .👏👏👏
    Buon Anno

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