Dal palcoscenico di Novoli, un inno alla pace

Musica per la pace è il titolo scelto dal Direttore artistico e coordinatore generale della Fòcara 2026 Giacomo Fronzi per il concerto che si è svolto giovedì 15 gennaio 2026, presso il Teatro Comunale di Novoli, all’interno dei festeggiamenti del co-patrono di Novoli Sant’Antonio Abate. Un ricco programma, presentato dalla prof.ssa Simonetta Miglietta Sozzo che ha visto la partecipazione del soprano Gloria Giurgola – (ha studiato presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma e si è perfezionata al Teatro dell’opera de Tenerife, all’Opera di Amsterdam e alla Fondazione Rete Lirica delle Marche. Vincitrice di numerosi premi, attualmente insegna canto presso la Scuola di Arti Drammatiche e Performative “Spazio Teatro” di Trepuzzi, di cui è vicepresidente) – Alessandro Cananà – (frequenta il II anno accademico di Violino classico presso il Conservatorio di Musica “Nino Rota” di Monopoli, sotto la guida del M° Gabriele Ceci. Collabora attivamente con l’Orchestra Giovanile AYSO di Bari). Samuele Cananà – (si è formato presso il Conservatorio “Nino Rota” di Monopoli, sotto la guida del M° Gabriele Ceci. Collabora stabilmente con l’Orchestra Giovanile AYSO, con l’Orchestra Filarmonica di Lecce ed altre formazioni cameristiche e orchestrali. È iscritto al I anno del Biennio, presso il Conservatorio “N. Piccinni” di Bari sotto la guida del Maestro Francesco D’Orazio). Giacomo Fronzi – (professore di Estetica, Estetica delle arti performative ed Estetica della musica. È laureato in Filosofia (Lecce), in Musicologia (Venezia), Diplomato in pianoforte (Lecce) e Dottore di ricerca in Etica e Antropologia filosofica. È conduttore radiofonico di Rai Radio3. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni).

La musica, che nonostante i tumulti interiori esalta la libertà, l’amore, la natura, la spiritualità, la patria, le tradizioni e la cultura popolare, e va alla ricerca della pace interiore è certamente quella che appartiene al periodo del romanticismo. Gli autori selezionati per il concerto di cui vi parliamo, appartengono a questo movimento culturale e pur avendo attraversato un periodo storico con conflitti in atto, hanno provato a creare nuove sonorità e guidare l’ascoltatore verso “luoghi altri” ritrovando quella dimensione umana, spirituale e a volte religiosa. Forse, sono partiti proprio dall’ Urklang, il suono originale e primordiale, ed elaborandolo e trasformandolo ne hanno compreso la grandezza e il mistero.

Il concerto si apre con Max Bruch, compositore e direttore d’orchestra tedesco (1838-1920), che compose in periodi di guerra, in particolare la 1^guerra mondiale, che influenzò anche la gestione delle sue opere tanto da essere costretto a vendere uno dei suoi manoscritti. Bruch diceva che “il violino poteva cantare una melodia meglio di un pianoforte”, e preferiva la melodia al virtuosismo. Tra i suoi allievi, alla Berlin Hochschule fur musik, ebbe anche Ottorino Respighi. Il brano proposto comprende due dei tre movimenti del Concerto in sol min. per violino e pianoforte: I Preludio Allegro Moderato, II Adagio. Eseguito da Samuele Cananà al violino e Giacomo Fronzi al pianoforte.

Segue “Deh, vieni, non tardar” tratto da “Le nozze di Figaro” un’opera buffa di Wolfgang Amadeus Mozart, composta tra la fine del 1785 e l’aprile del 1786, su libretto di Lorenzo Da Ponte e rappresentata per la prima volta il 1° maggio 1786 al Team Burgtheater di Vienna. W.A Mozart (1756-1791), visse in un’epoca di tensioni e guerre europee che sottilmente s’insinuarono nella sua musica. L’esecuzione è affidata al soprano Gloria Giurgola, accompagnata al pianoforte da Giacomo Fronzi.

Giacomo Puccini (1858-1924), odiava la guerra, profondamente, tanto che durante la prima guerra mondiale si isolò a Torre del Lago, componendo l’opera Gianni Schicchi che fa parte del trittico che comprende anche il Tabarro e Suor Angelica. L’opera debuttò a New York nel 1918. Il brano presentato è “O mio babbino caro” con Gloria Giurgola e Giacomo Fronzi.

La Sonata in Re maggiore per violino e pianoforte (D. 384, op. Postuma 13, n.1) di Franz Schubert (1797-1828), offre al violino ed al pianoforte la possibilità di dialogare alternando momenti lirici a tipici virtuosismi che mettono in luce il talento del giovane violinista Alessandro Cananà, accompagnato al pianoforte da Giacomo Fronzi, che rivela grande padronanza dello strumento e tocco raffinato. Schubert esplora spesso il concetto di pace, come nel Lieder Du bist die ruh (Tu sei la pace), che non considera solo assenza di conflitti ma “esperienza spirituale e interiore legata alla natura e alla contemplazione”.

Stanislao Gastaldon (1861-1939), compone Musica proibita nel 1881 a soli venti anni. La storia narra di una fanciulla che vorrebbe ripetere il ritornello di una canzone che un garzone le canta sempre, ma sua madre non vuole, per questo la canta in sua assenza. Questo ruolo è spesso affidato ad un uomo. Grande carattere interpretativo è dato dal soprano Gloria Giurgola accompagnata al pianoforte da Giacomo Fronzi. Ricordiamo che Gastaldon, grazie alla sua musica, offrì sostegno psicologico alla popolazione e ai soldati.

Il testo della canzone eseguita da Giurgola accompagnata da Fronzi è una poesia, una dichiarazione d’amore malinconica scritta da Domenico Furnò nel 1935. Partirono le rondini… metafora della persona amata che se ne va ed incipit di “Non ti scordar di me” musicata da Ernesto De Curtis (1875-1937) che nei suoi lavori esprime spesso l’angoscia ed il dolore per i soldati al fronte. Questa canzone è stata lanciata dall’indimenticabile Beniamino Gigli.

Ottorino Respighi (1879-1936), studiò composizione con Max Bruch a Berlino nel 1908. Visse durante il periodo delle due guerre mondiali e cercò una via di fuga attraverso il suo stile ispirato a immagini pittoriche e storiche. Apprese le tecniche virtuosistiche nel periodo di formazione in Russia con Rimski Korsakov. Con le Cinque romanze per violino e pianoforte, il violinista Samuele Cananà accompagnato al pianoforte da Giacomo Fronzi, evidenzia la padronanza dello strumento e regala una pregevole interpretazione.

A Gloria Giurgola accompagnata da Giacomo Fronzi è affidato il celebre brano ‘Avucchella scritto da Gabriele D’Annunzio e composto da Francesco Paolo Tosti (1846-1916). Il brano fa parte del repertorio napoletano pur non essendo stato scritto da un autore napoletano. Celebre l’interpretazione di Enrico Caruso.

Je veux vivre, voglio vivere, canta il soprano G. Giurgola accompagnata al pianoforte da G. Fronzi. Il valzer è tratto dal secondo atto dell’opera lirica Romèo e Juliette del 1865. Un inno alla vita ed al desiderio di amare composto da Charles Gounod (1818-1893) su libretto di Jules Barbier e Michel Carré.

Il brano che conclude il programma di sala è “Quannu te llai la facce la matina”. Una poesia popolare che valorizza la bellezza femminile capace di lasciarne traccia nell’acqua e farne sbocciare rose. La canzone fu incisa da Tito Schipa del 1921 a New York. Giurgola – voce, Fronzi – pianoforte.

Tutti sul palco per concludere la serata con la canzone Beautiful that way, scritta da Noa e Gil Dor, e composta da Nicola Piovani, che nel 1999 vinse l’Oscar per le musiche del film “La vita è bella” di Roberto Benigni.

Il concerto Musica per la pace, pur nella sua apparente semplicità, ci invita ad un momento di necessaria riflessione. In un periodo afflitto da guerre interne, fratricide e dalle minacce di guerra globale, la musica “rivelazione dell’Assoluto”, è ancora capace di stimolare l’intelletto. Così, dopo aver sostato tra i mille perché della vita, la musica, grazie al suo potenziale metafisico, ci consente di andare oltre la banalità del mondo sensibile, e prendendoci per mano, ci spinge verso la ricerca, la conoscenza e l’essenza delle cose.

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