Con la partecipazione esclusiva di Nora Witanowsky
Psicologa, ha creato la “scarpa Nora” dedicata a Nora Witanowsky, rinomata maestra di tango argentino. Specializzatasi in Arteterapia a Roma, dove ha poi vissuto per una decina d’anni, Carolina Cuomo ha attraversato un periodo di cambiamento personale profondo, durante il quale ha ritrovato la sua dimensione “infantile”. Da lì ha cominciato, come fosse di nuovo bambina, a creare qualcosa, ago e filo alla mano. “Le scarpe hanno un significato simbolico potente, percorso di verità” ha raccontato Carolina al microfono di Radio PortaLecce.
La sua riflessione: “I piedi che sono alla base non solo del nostro equilibrio fisico, ma anche morale e spirituale”. Fashion designer nell’Università di Napoli, Carolina impiega molto tecnica, creatività e un po’ di “pazzia” attingendo a insegnamenti non libreschi. Clientela assai selezionata, appassionata di moda. “Il contatto con queste persone – ha riferito nell’intervistata – rende interessante creare sinergie, condividere esperienze e conoscere storie”.
La collaborazione con la costumista della serie Tv “L’amica geniale”, Antonella Cannarozzi, ha fatto sì che Cuomo diventasse la fornitrice ufficiale di tutte le scarpe (pezzi unici degli anni ‘50 e ‘60) del film delle tre serie utili. Hanno ricreato fedelmente i vestiti dei personaggi e l’estetica del periodo storico. L’incontro con Nora è avvenuto ballando il tango. La svolta della vita. La famosa ballerina aveva bisogno, dopo una vita sulle punte, di una scarpa comoda. “Nel tango la donna trova più difficoltà, – sostiene Nora – la postura è verso l’indietro, la punta verso il tallone è la direzione inversa ed organizzazione mentale verso una posizione quasi non naturale, necessario un buon appoggio del piede ed una buona struttura indipendente. Se manca la consapevolezza dell’equilibrio in ogni passaggio, si crea confusione anche con il compagno della coppia perché ci si appoggia sull’altra persona. E’ necessario armonizzare il movimento ben organizzato, con scarpe comode e la sfida maggiore è danzare sui tacchi. Il tango è una danza di comunicazione, un linguaggio corporale. In ogni Paese del mondo possiamo incontrare il tango. Preparazione col corpo, mente e dunque creatività, estetica e funzionalità”.
Comodità al servizio dello spirito, quindi. E nello spirito del tango si nasconde un mondo. “Nel tango – ha riferito Cuomo durante la rubrica radiofonica – si va incontro all’imprevedibilità, a contatto con uno sconosciuto, del quale si sentono le vibrazioni, i battiti del cuore. Si condividono dei linguaggi, codici inconsci che sono universali” ha raccontato Carolina al microfono di Radio PortaLecce.
“In ogni parte del mondo puoi comunicare sulle ali del tango, riscoprire insieme l’appartenenza”. La chiosa finale: “Anche se il ballo si immagina popolare, all’inizio i nostri nonni comunicavano con pochi gesti e passi, ad oggi figure complesse ed espressioni del corpo sono molto più sofisticati”. Inoltre il segreto del tango sta in quell’istante di improvvisazione che si crea tra passo e passo. Rendere l’impossibile una cosa possibile: “ballare il silenzio” come sostiene Carlos Gabito, la leggenda del tango argentino.
