“La Storia va a scuola”, 300 alunni e sei licei salentini nel progetto sostenuto dalla Bpp

Il progetto didattico e culturale “La Storia va a scuola”, volto a incentivare i giovani allo studio e alla conoscenza della storia locale del territorio, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa, che si è svolta questa mattina, presso la filiale di Lecce della Banca Popolare Pugliese, in via XXV Luglio, coordinata da Marcello Favale L’iniziativa promossa dalle Edizioni Grifo di Lecce, realizzata grazie al sostegno della BPP, e con la collaborazione del Nuovo Quotidiano di Puglia, consiste nella donazione gratuita del volume “Storia del Grande Salento”, del giornalista e scrittore Lino De Matteis, a 300 alunni di sei Licei classici salentini, che ne hanno fatto richiesta e aderito al progetto: “Archita”, “Galileo Ferraris” e “Righi” di Taranto, “Palmieri” e “Siciliani” di Lecce, “Marzolla” di Brindisi. Al volume è abbinato un “Quaderno per la verifica didattica”, a disposizione dei docenti che volessero dare organicità allo studio della storia locale, coinvolgendo gli alunni in specifici progetti didattici, integrativi dei programmi ministeriali, finalizzati all’elaborazione di articoli o brevi saggi sull’argomento. Gli elaborati prodotti dagli alunni compariranno tutti sul sito online ilgrandesalento.it, mentre una selezione dei migliori verrà pubblicata, alla fine dell’anno scolastico, sulle pagine del Nuovo Quotidiano di Puglia.

«La cultura delle comunità tra le quali operiamo e le radici della storia e delle tradizioni che connotano i nostri territori, hanno sempre avuto un significato importante per la nostra Banca – ha sottolineato il presidente di Banca Popolare Pugliese, Vito Primiceri –. Il progetto “La Storia va a scuola” si inserisce in questo filone e lo abbiamo convintamente sostenuto per la sua importante novità. Riportare tra gli studenti di Lecce, Brindisi e Taranto la storia dei nostri territori, spesso sottaciuta o trascurata, ma assolutamente importante per far conoscere e capire il passato, può contribuire a motivare ulteriormente i giovani ad un impegno nella costruzione di uno sviluppo che, partendo dall’importanza della Storia, costruisca le direttrici del futuro della comunità pugliese».

«Recuperare la storia del Salento nell’accezione più ampia e portarla all’attenzione dei ragazzi, attraverso questo progetto – ha detto il direttore del “Quotidiano”, Rosario Tornesello –, ha il suo valore nella possibilità di riempiere di significato quello che è diventato un brand, nel momento in cui ha assunto i connotati di meta turistica tra le preferite nel bacino del Mediterraneo. E invece il toponimo è il portato di vicende che si sono susseguite nel corso dei secoli, talvolta centro della storia, talaltra periferia dell’impero. Comprenderle e analizzarle permette alle nuove generazioni di far proprio un bagaglio immenso di cultura e tradizioni. Per questo Quotidiano, giornale nato e cresciuto proprio in un Salento grande per vocazione e dimensione, partecipa all’iniziativa per ospitare alcuni dei lavori che verranno prodotti».

«L’iniziativa ha un carattere sperimentale – ha detto Alessandro Cingolani, delle Edizioni Grifo, che da anni si occupano di storia, cultura e tradizioni del territorio –. Grazie al sostegno della BPP, e alla collaborazione di Quotidiano, è stato possibile coinvolgere centinaia di studenti salentini e sei licei classici, di tutte e tre le province salentine, che hanno aderito al progetto. Un risultato lusinghiero di partecipazione, che ci spinge a valutare il prosieguo dell’iniziativa, anche per il prossimo anno scolastico, nella convinzione di contribuire alla crescita culturale delle giovani generazioni».

«La storia locale è la grande assente dei programmi scolastici ministeriali – ha detto l’autore del libro, Lino De Matteis – orientati a ripercorrere solo i grandi eventi epocali. Una storia lontana, staccata dal territorio, incapace di far vibrare le corde dell’appartenenza. Lo studio della storia locale è importante perché permette di conoscere le proprie origini, per comprendere il presente e guardare al futuro con maggiore consapevolezza. È auspicabile, perciò che, in tutte le scuole salentine, dirigenti e docenti incentivassero i ragazzi allo studio della storia locale, promuovendo specifici progetti didattici, da affiancare ai programmi ministeriali, nella consapevolezza che la conoscenza delle proprie radici è il presupposto per la crescita personale e lo sviluppo del territorio stesso».

«La crescita di una comunità nasce dalla collaborazione tra le sue istituzioni, quando educazione, cultura ed economia scelgono di camminare insieme. Per questo, desidero sottolineare l’importanza di questa iniziativa, che affronta un tema centrale per il futuro del nostro territorio: la conoscenza della storia locale come leva di crescita culturale, sociale ed economica – ha detto il prof. Rino Gerardi, delegato del dirigente scolastico del Liceo “Palmieri” di Lecce, Raffaele Lattante –. La scuola, non può, e non deve essere, un’istituzione isolata. La formazione dei giovani richiede oggi una collaborazione costante e responsabile tra l’agenzia formativa, le istituzioni culturali, il mondo editoriale, il sistema economico e le realtà bancarie. Solo attraverso una rete solida e condivisa è possibile offrire agli studenti strumenti di conoscenza capaci di incidere realmente sulla loro crescita personale e civile. Il progetto “La Storia va a scuola” delle Edizioni Grifo, sostenuto dalla Banca Popolare Pugliese e dal Nuovo Quotidiano di Puglia, rappresenta un esempio concreto e virtuoso di collaborazione tra istituzioni diverse, unite da un comune obiettivo educativo».

«Studiare la storia locale a scuola è importante perché aiuta gli studenti a capire meglio il territorio in cui vivono – ha detto Dante Stefàno, rappresentante degli studenti del liceo “Palmieri”, di Lecce. Attraverso la conoscenza della storia della propria città o del proprio paese, il passato diventa più concreto e vicino. La storia locale rafforza il senso di appartenenza, aiuta a conoscere le proprie radici e favorisce il rispetto per il patrimonio culturale. Soprattutto in un territorio come il nostro, attenzionato per la fuga di giovani altrove, comprendere le radici storiche Salentine può aiutarci a capire dove investire, come investire e quali vantaggi l’investimento può portare. La storia non è solo memoria del passato, ma uno strumento per costruire il futuro della nostra realtà».

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