L’Amore “essenziale che varca tutti confini” nella celebrazione eucaristica di Don Emanuele Tramacere ed il saluto generoso con la benedizione a tutti dell’Arcivescovo Mons. Angelo Raffaele Panzetta
L’Amore che si sa “spogliare “(kevos), essenziale, che “si abbassa” e si manifesta nel Verbo che si fa Carne il giorno della nascita di Gesù e ci spinge ad abbandonare le sicurezze, la nostra comfort zone, per trovare il senso vero della vita. Dio che ama l’uomo ed eleva la sua piccola logica limitata. La salvezza che viene dal Signore, come sottolineato dal profeta Isaia, va oltre tutto, va verso tutti i confini “per andare oltre”: la ricerca dei segni, il Dio Bambino che rivela la fragilità dei calcoli umani e la Pace di Misericordia annunciata e ricercata.
Con queste parole, nell’omelia di Don Emanuele Tramacere, nella Chiesa di Sant’Irene, si è stati introdotti nel “mistero” dell’Incarnazione. Andare oltre i confini, un messaggio potente per accogliere e dare il benvenuto ai quasi trecento ospiti definiti “parenti”, amici, come vuole il messaggio cristiano di Gesù, da parte di un centinaio di volontari entusiasti della Comunità di Sant’Egidio per il tradizionale pranzo di Natale ai poveri.
La Croce Rossa, con i soccorritori del Comitato di Lecce ed un presidio di primo soccorso, ha garantito aiuto e protezione alla Comunità e alle centinaia di senza fissa dimora, migranti, minori non accompagnati, anziani e famiglie fragili. Commozione e gioia davanti ai vassoi del pranzo completo offerto grazie alle donazioni della Comunità di Sant’Egidio e delle attività commerciali locali.
La Comunità di Sant’Egidio è un movimento internazionale presente in tutto il mondo la cui mission è occuparsi dei senza fissa dimora, anziani soli, famiglie in difficoltà, minori stranieri non accompagnati, rifugiati venuti da corridoi umanitari. Circa una trentina di tavolate ampie con una decina di posti a sedere hanno preso il posto dei tradizionali banchi in Sant’Irene dopo la celebrazione eucaristica tra il profumo dell’incenso che pian piano ha visto sopraggiungere i profumi della buona cucina, grazie alle mani ed al lavoro organizzato e sapiente dei volontari.

L’Arcivescovo Metropolita, Mons. Angelo Raffaele Panzetta, con la sua visita tra le tavolate e i poveri ha regalato il suo inconfondibile sorriso caloroso, accogliente. Benedicendo tutti presso il pranzo di Sant’Irene ha sottolineato il concetto di fraternità ed uguaglianza in linea con il Mistero dell’Incarnazione. La Chiesa di Sant’Irene è diventata la base del cuore, la sede dell’amore universale che varca i confini e abbraccia tutti, accoglie tutti senza distinzione. Tante le domande che ci poniamo di fronte alla fragilità umana, all’indigenza, alla povertà. Innanzitutto, l’ascolto del grido di dolore dell’umanità che è flagellata in tante parti del mondo. E la voglia di trasformare con la forza del bene il mondo da lasciare ai piccoli, ai bambini, ai tanti Gesù poveri e senza tetto che cercano una casa, una vita dignitosa, un futuro pacifico.
La Comunità di Sant’Egidio a Lecce ha sede nei pressi di Piazza Sant’Oronzo ed è ben organizzata per servire pasti quotidianamente e beni di prima necessità a centinaia di senza fissa dimora. Maria Teresa Greco, responsabile della Comunità di Lecce, sottolinea: “Ringraziamo Sua Eccellenza per essere qui con noi, siamo onorati della sua presenza molto importante perché testimonia la presenza della Chiesa davanti alle persone che sono più in difficoltà. A Natale siamo tutti insieme come una famiglia. Vogliamo sottolineare che in questo mondo a volte non accogliente, è possibile un’altra strada, è possibile costruire società inclusive e facciamo spazio così a Gesù che nasce”.
Centinaia di doni scelti ad personam su misura e in base alle esigenze, dai più piccoli ai più grandi, sono stati distribuiti a fine pranzo.
