Un parterre istituzionale di primo piano ha animato il convegno “Diritti al cuore dell’impresa”, ospitato venerdì 28 novembre nel Chiostro dei Domenicani di Lecce. Un importante momento di confronto dedicato al tema della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, alla luce delle recenti novità normative introdotte dalla Legge 76/2025.
Erano presenti Maurizio Renna, Presidente Federterziario Lecce, e Veronica Merico, Segretario UGL Lecce, che hanno portato i saluti istituzionali introducendo il tema al centro del dibattito. Hanno inoltre partecipato il Vicepresidente Esecutivo per la Coesione e le Riforme UE Raffaele Fitto (in videocollegamento), il Sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, i Deputati Saverio Congedo, Claudio Stefanazzi, il Senatore Roberto Marti e il Senatore Antonio Trevisi.
La tavola rotonda ha visto il contributo del Consulente Giuridico UGL Giuseppe Mosa, autore del volume “Diritti al cuore dell’impresa”, della Responsabile Relazioni Istituzionali Federterziario Emanuela D’Aversa e del Presidente ASRI Dario Montanaro, che hanno analizzato implicazioni, prospettive e ricadute della nuova normativa sul sistema d’impresa e sul ruolo dei corpi intermedi. Le conclusioni sono state affidate al Segretario Generale UGL Francesco Paolo Capone e al Segretario Generale Federterziario Alessandro Franco, che hanno sottolineato la centralità del dialogo sociale nella costruzione di modelli partecipativi moderni ed efficaci. A moderare i lavori il giornalista RAI – Porta a Porta Mauro Giliberti, che ha guidato la discussione offrendo un ulteriore contributo di approfondimento ai numerosi partecipanti.
“Ci son voluti ben settantasette anni – esordisce l’avvocato Giuseppe Mosa autore del libro ‘Diritti al cuore dell’impresa’ – dal 1947 quando i costituenti hanno coniato l’articolo 46 della costituzione italiana, la legge è stata emanata solamente nel maggio di quest’anno, entrando in vigore dal giugno del 2025. Un percorso molto lungo al quale finalmente si è giunti, ma che adesso dovrà trovare attuazione con un impegno ancora più incisivo del legislatore e delle organizzazioni sindacali e datoriali; oltre ovviamente dell’impegno degli imprenditori e dei lavoratori che sono i principali attori del mondo del lavoro. Ovviamente – continua l’avvocato Mosa – è un testo di legge importante ma perfettibile. Oggi la legge si muove su dei criteri che sono puramente facoltativi; sono rimessi alla contrattazione collettiva e alla scelta dell’imprenditore che deve inserire la possibilità di addivenire al principio partecipativo all’interno degli statuti aziendali. In futuro si potrebbe portare ad esempio a rendere obbligatorie alcune forme di partecipazione. È certamente molto importante presentare il mio libro alla presenze di Federterziario e UGL perché sono due partner che condividono un percorso contrattuale importante e che quindi all’interno di questo percorso potranno dare ancora più sostanza al principio di partecipazione come sottolineato in ‘Diritti al cuore dell’impresa’”.
Come sottolinea proprio il Presidente di Federterziario Lecce Maurizio Renna diventa troppo importante parlare del rapporto tra le imprese e il proprio personale dipendente: “Con le novità normative che ci sono state, il ruolo del lavoratore assume maggior valore con la possibilità di partecipazione all’interno dell’impresa. Si è passati da un ruolo quasi di antagonisti tra imprese e lavoratori ad una posizione di collaborazione. Federterziaro – conclude il Presidente Renna – ha voluto organizzare questa giornata intorno alla presentazione del libro dell’avvocato Mosa proprio per affrontare insieme temi così attuali e fondamentali per l’oggi del mondo del lavoro.”
Dello stesso avviso anche il Segretario Generale UGL Francesco Paolo
Capone: “Con ‘Diritti al cuore dell’impresa’ l’avvocato Giuseppe Mosa ha realizzato una perfetta sintesi di quella che è la partecipazione dei lavoratori nel mondo dell’impresa. Un tema fondante per UGL presente già nel 1950 nel primo Statuto di CISAL poi diventato UGL: gestire i rapporti tra impresa e lavoratori. La lotta di classe è finita, ha funzionato e serviva certamente nel secolo scorso ma oggi i rapporti tra lavoratori e impresa dovrebbero essere paritari: insieme si lavora per un obiettivo comune. Quindi una maggiore produzione, una maggiore capacità di essere presenti sul mercate e con una divisione degli utili.”.
Il convegno si è concluso in un clima di forte partecipazione e confronto costruttivo, confermando l’esigenza condivisa di accompagnare l’evoluzione normativa con uno sforzo comune di responsabilità e visione.
Un punto di partenza, dunque, per proseguire il dialogo avviato e trasformare le opportunità offerte dalla nuova legge in strumenti concreti di crescita per le imprese e per l’intero sistema Paese.
