Lecce – Tavola rotonda su politiche migratorie e percorsi di inserimenti socio economico dei migranti. È il focus dell’incontro organizzato da Arci Lecce Solidarietà e che si terrà a Lecce mercoledì 10 giugno, ore 9.30, presso la sala Teatrino dell’ex Convitto Palmieri, in Piazzetta Carducci.
L’iniziativa è nata per creare sinergie tra enti del terzo settore, che lavorano nel campo delle migrazioni e dell’accoglienza, e istituzioni che possono creare percorsi adeguati a un inserimento sociale, culturale ed economico dei migranti presenti in Puglia. Parteciperanno Antonio Ciniero, docente di Sociologia delle migrazioni dell’Università del Salento; Filippo Miraglia, responsabile nazionale Immigrazione Arci; Silvia Miglietta, assessora alle politiche migratorie di Regione Puglia; Vitandrea Marzano, dirigente sezione politiche migratorie Regione Puglia; Stefano Minerva; consigliere regionale. Modera l’incontro Anna Caputo, presidente di Arci Lecce Solidarietà.
“Governare le migrazioni dovrebbe significare costruire inclusione, diritti e partecipazione; quando invece prevale la logica dell’emergenza e del controllo, come nel caso italiano, si indeboliscono non solo i percorsi di integrazione, ma la stessa qualità democratica delle nostre società – sottolinea il docente di Unisalento, Antonio Ciniero – da anni le politiche migratorie europee e, in maniera ancora più marcata, quelle italiane vengono declinate come politiche di sicurezza e controllo. Nonostante questo, i dispositivi giuridici attraverso cui si tenta di governare le migrazioni finiscono spesso per alimentare vulnerabilità, irregolarità e sfruttamento. I fatti di Amendolara rappresentano la manifestazione più drammatica delle conseguenze che possono prodursi quando vulnerabilità sociale, ricattabilità lavorativa e precarietà giuridica si intrecciano”. Un focus su cui si concentra anche Filippo Miraglia: “Negli ultimi venti anni le politiche per l’immigrazione si sono sempre più spostate da un terreno legato alla realtà e alle sue difficoltà e contraddizioni a quello della rappresentazione che, sempre di più, si è trasformata in propaganda. Pensiamo al protocollo Albania, un intervento non solo sbagliato ma anche inutile. Pensiamo alla guerra alle ONG o alla ossessiva riduzione dei diritti dei rifugiati. Come se togliere diritti agli stranieri potesse migliorare la situazione del nostro Paese. La realtà è ben diversa e purtroppo oggi non vede una alternativa politica visibile e definita. Dovremo lavorare come associazioni, come alleanza della società civile, perché questa alternativa torni ad essere possibile e affinché le persone di origine straniera diventino protagoniste di un cambiamento non più rimandabile”, conclude Meraglia. Tutti temi, soprattutto con connotazioni pugliesi, che saranno approfonditi nell’incontro di mercoledì 10 giugno.
