Villa Convento avrà il medico. O almeno così dicono le carte. Il problema è che, nella realtà, lo studio medico si trova a 4,1 chilometri dalla frazione. E allora una domanda è inevitabile: possiamo davvero parlare di medicina di prossimità?
Per i Giovani Democratici di Lecce, la risposta è NO. Dopo mesi di attesa, il diritto dei cittadini di Villa Convento ad avere un medico sembrava finalmente essere stato riconosciuto. Ma assegnare formalmente un medico non significa automaticamente garantire un servizio realmente accessibile. La sanità territoriale deve essere vicina alle persone, soprattutto a quelle più fragili. Un anziano che non guida, una persona con difficoltà negli spostamenti, un cittadino che non può contare quotidianamente sull’aiuto di un familiare: per queste persone, 4,1 chilometri non sono un dettaglio. Sono una barriera.
«Non chiediamo privilegi per Villa Convento. Chiediamo che venga garantito un diritto», dichiara Samuele Enza, delegato alla scuola e ai quartieri dei Giovani Democratici di Lecce. «Un medico a diversi chilometri dalla frazione può rappresentare una soluzione amministrativa, ma non è una risposta adeguata al bisogno di sanità di prossimità. Un diritto non è davvero garantito quando esiste sulla carta, ma quando è concretamente accessibile a tutti».
Sulla vicenda interviene anche Enrico Bove, segretario dei Giovani Democratici di Lecce: «La sanità pubblica non può limitarsi a registrare che un servizio formalmente esiste. Deve verificare se quel servizio possa essere effettivamente utilizzato da tutti. Quando per raggiungere il proprio medico una persona anziana o con difficoltà motorie è costretta a dipendere da familiari e conoscenti, quel diritto è garantito solo a metà». I cittadini non vivono sulle carte. Vivono nei quartieri, nelle frazioni, nelle strade. Ed è lì che i servizi devono arrivare. Villa Convento è già stata privata nel tempo di diversi servizi essenziali. Non possiamo permettere che anche la sanità diventi un servizio formalmente esistente, ma concretamente distante. Per questo chiediamo alle istituzioni competenti di compiere un passo ulteriore: individuare una sede realmente all’interno di Villa Convento, facilmente accessibile alla popolazione e adeguata alle esigenze della comunità.
«Chiediamo alle istituzioni competenti di ascoltare i residenti e di individuare rapidamente una soluzione concreta», prosegue Bove. «Non serve una risposta burocratica, ma un presidio sanitario realmente presente nella frazione. Difendere la sanità territoriale significa impedire che il luogo in cui si vive, l’età o la possibilità di spostarsi determinino la qualità delle cure alle quali si può accedere».
Perché la domanda non è se Villa Convento abbia un medico sulla carta. La domanda è se una persona che vive a Villa Convento possa raggiungere il proprio medico con facilità, senza dipendere da qualcun altro. E questa differenza, in una comunità, può cambiare tutto. La sanità di prossimità non si misura con una delibera. Si misura con la distanza che una persona deve percorrere per essere curata. I Giovani Democratici di Lecce continueranno a seguire questa vicenda e a chiedere alle istituzioni risposte concrete. Perché Villa Convento non chiede qualcosa in più. Chiede semplicemente di non avere qualcosa in meno.
