Le ragioni della ribellione del popolo iraniano al regime degli ayatollah, alla presenza di due ragazzi iraniani del progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) seguiti da Arci Lecce.
Si parlerà di questo domani mattina a Roma a Palazzo Montecitorio, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati. L’evento, organizzato su iniziativa del deputato del Pd Claudio Stefanazzi, vedrà la partecipazione dell’onorevole insieme ad Anna Caputo, presidente Arci Lecce e responsabile immigrazione Arci Puglia; Paolo Paticchio, presidente Istituto Culture Mediterranee Provincia di Lecce; Tania Minaei, attivista per i diritti delle donne in Iran; Jamil Hosseinpanahi, rifugiato iraniano e attivista diritti politici e civili. Ci saranno anche Cosimo Botrugno, presidente provinciale Arci Lecce e Carlo Perrone, responsabile progetto di accoglienza SAI. Sarà possibile seguire la diretta sul profilo Facebook di Arci Lecce.
“La crisi in Medioriente non preoccupa soltanto per le gravi ripercussioni economiche che ricadono sull’Europa e sul mondo intero. C’è un prezzo altissimo, in termini di vite umane, che quelle popolazioni stanno pagando. La scellerata offensiva di Trump contro l’Iran non può far passare in secondo piano i fatti tragici che sono seguiti alle proteste popolari contro il regime degli scorsi mesi. La nostra iniziativa ha proprio questo scopo: ripuntare un faro su quelle atrocità attraverso la viva voce di chi le ha vissute sulla propria pelle”, spiega Claudio Stefanazzi. Sulle motivazioni che hanno spinto a organizzare l’evento, interviene anche Anna Caputo.
“Ringraziamo l’onorevole Claudio Stefanazzi che si è offerto di dare ospitalità a questo tema. Ci sembra doveroso parlare della situazione in Iran al di là dell’iniziativa folle del presidente Trump, nell’agire in maniera inconsulta nei confronti di un altro Stato e mettendo in pericolo così tutta l’area geografica e anche l’economia dei Paesi che da quell’area geografica ricevono materie prime indispensabili – dichiara la presidente di Arci Lecce – ci sembra doveroso ricordare quanto è avvenuto e avviene in Iran, perché non può passare nel dimenticatoio la feroce repressione degli ayatollah nei confronti degli uomini e delle donne che sono scesi in piazza negli ultimi mesi e che sono stati barbaramente uccisi. Le famiglie ricercano ancora i corpi dei loro cari. Allora, senza sviluppare una modalità da tifoseria, che purtroppo tanto appartiene all’Occidente, vogliamo pensare al popolo iraniano e ricordare cosa avviene e cosa è avvenuto”, conclude Anna Caputo.
