Quando accesero la televisione gli italiani, quella sera del lontano gennaio del 1951, c’erano solo pochi interpreti per 20 canzoni. Conduceva Nunzio Filogamo. La regina della musica italiana di quegli anni era Nilla Pizzi: la prima vincitrice assoluta del festival della canzone italiana con “Grazie dei fiori”.
Molti anni dopo un cantante italiano, Blanco, prese a calci in diretta sul palco dell’Ariston proprio i fiori simbolo della città di Sanremo.
Tante cose sono cambiate nell’ incedere del tempo. Quello che non cambia è un pubblico affamato di musica, di emozioni. Ogni anno milioni di italiani aspettano il Festival, i VIP, i cantanti, gli emergenti, gli ospiti, preparano commenti, accendono scommesse.
Qual é oggi il ruolo della canzone, del testo, della musica o dell’ interpretazione? Dallo schermo in bianco e nero, sobrio ed essenziale, dalla scelta del cantante a cui affidare le parole, ci troviamo sempre più catapultati in un caleidoscopio di immagini, di luci, di effetti speciali nei quali naviga la canzone italiana, i cui testi oggi vorremmo portare in salvo.
A poche ore dall’apertura del sipario del Teatro Ariston di Sanremo, proponiamo, a partire da domani, 24 febbraio, una copertina per tornare indietro nel tempo e riportare alla luce le canzoni, le curiosità, le nostre personali riflessioni che hanno caratterizzato gli ultimi decenni del Festival.
Ci aspetta un pieno di musica in cinque serate. Ci aspettiamo un cameo per ricordare le icone del Festival, da Pippo Baudo a Peppe Vessicchio a Ornella Vanoni.
Dopo le “pillole di letteratura”, comincia un nuovo viaggio tra le parole, i sogni, la canzone con una nuova copertina di “Sanremo in pillole”, uno sguardo ad un passato lontano, mentre scorreranno le immagini della nuova edizione del 76mo Festival della Canzone Italiana. Una rubrica curata in collaborazione con Gabriella Manca.
La città dei fiori è vestita a festa. Sul palco del Teatro Ariston Carlo Conti e Laura Pausini. Largo alla musica.
