Eri lì, gennaio del 2016, ultimo singolo dei Tiromancino. Sarà stato il tormentone d’inizio anno ad innescare i ricordi, sarà la nostalgia, che come si sa è canaglia, Il fatto è che Eri lì, gennaio del 2016 ha mosso una suggestione, quella di tornare, di decennio in decennio, indietro nel tempo e nel tempio della canzone italiana: il festival di Sanremo, che, per continuare con le citazioni, dal 1951 non si è fermato mai un momento.
Intraprendiamo oggi, con l’inizio del 76° Festival, un viaggio a ritroso nella memoria attraverso reminiscenze, forse penserete, dalla scelta arbitraria, che continuano tuttavia a risuonare dentro di noi, generazione degli anni ’60, ’70, e dei decenni a venire.

Vincono gli Stadio, con “Un giorno mi dirai”, ma c’è una giovane cantautrice, Francesca Michielin che si aggiudica il secondo posto con “Nessun grado di separazione”. Con questa canzone Francesca rappresenterà poi l’Italia all’Eurovision Song Contest dello stesso anno.
È la prima volta che mi capita
Prima mi chiudevo in una scatola
Sempre un po’ distante dalle cose della vita
Perché così profondamente non l’avevo mai sentita
E poi ho sentito un’emozione accendersi veloce
E farsi strada nel mio petto senza spegnere la voce
E non sentire più tensione solo vita dentro di me
Nessun grado di separazione
Nessun tipo di esitazione
Non c’è più nessuna divisione tra di noi
Siamo una sola direzione in questo universo
Che si muove.
Val la pena di riascoltarla. Un testo pulito e sincero. Vien da aggiungere: “nessun grado di separazione” tra parole e note, in una sola direzione nell’universo della musica che si muove.
Nessun grado di separazione, eppure sei sono i gradi di separazione dell’affascinante teoria “elaborata nel 1967 da Stanley Milgram, docente dell’Università di Harvard, che fece arrivare una lettera a uno sconosciuto contadino del Nebraska avviando, così, uno dei più celebri esperimenti sociali della storia: verificare in quanti ‘passaggi’ la lettera avrebbe raggiunto il vero destinatario, un agente di cambio di Boston. I risultati dimostrarono sperimentalmente, per la prima volta, i percorsi sociali che collegano la società americana, ponendo le basi per lo sviluppo della teoria dei ‘sei gradi di separazione’, secondo la quale, in una società composta da milioni di individui, bastano sei ‘strette di mano’ per creare un ponte tra due persone a caso”. [1] https://www.cnr.it/it/comunicato-stampa/12081/teoria-dei-sei-gradi-di-separazione-vale-anche-per-i-social
Una teoria che a distanza di quasi sessant’anni “trova una nuova conferma relativamente al mondo della scienza delle reti: uno studio internazionale coordinato dall’Istituto dei sistemi complessi del Consiglio nazionale delle ricerche di Roma (Cnr-Isc) a cui hanno partecipato ricercatori da Spagna, Israele, Russia, Slovenia e Cile, ha infatti mostrato che i percorsi che gli utenti dei social network seguono, nel cercare nuove connessioni, ricalcano tale modello matematico. La ricerca è pubblicata su Physical Review X” [1] Ibid.
Nessun grado di separazione, eppure bastano sei ‘strette di mano’ per creare un ponte tra due persone a caso.
