Il teatro ha la straordinaria capacità di trasformare il dolore in memoria, il rimorso in elevazione spirituale e la reclusione in un messaggio di profonda libertà civile.
Giovedì 6 agosto 2026, alle ore 21, la suggestiva cornice dell’Area Archeologica di Roca Vecchia, nel territorio del Comune di Melendugno, ospiterà il reading per voce sola “Questa non è la mia cella”, interpretato dall’attrice Daniela Marazita. L’evento, a ingresso libero, è promosso dalla Città di Melendugno in collaborazione con l’Associazione culturale Viadotti ETS, Archeo Roca e Art Work Forme di Cultura.
L’opera rappresenta un percorso drammaturgico e umano di rara intensità, nato dalla storia e dagli scritti di Cosimo Rega, noto un tempo come Sumino ’o Falco. Ex camorrista condannato all’ergastolo, Rega ha vissuto 46 anni di detenzione nei quali ha saputo intraprendere una radicale metamorfosi interiore attraverso lo studio, l’arte, la scrittura e la regia teatrale. Questo cammino di rinascita lo ha condotto fino all’ottenimento della libertà condizionale, concessa dal Tribunale di Roma nel novembre del 2021.
Originalmente concepito come una pièce a due personaggi e scritto a quattro mani da Daniela Marazita e dallo stesso Rega, il progetto era pronto per il debutto sul palcoscenico quando si è tragicamente interrotto a causa della prematura scomparsa dell’autore, avvenuta il 29 agosto del 2022. Di fronte a questo vuoto, la scelta di Daniela Marazita di trasformare lo spettacolo in una lettura interpretata per voce sola è apparsa come l’unica strada possibile per dare continuità al messaggio. L’attrice presta così la propria voce a entrambi i personaggi, dando vita a una narrazione toccante che si rigenera e trae forza proprio dall’assenza del suo compagno di scena.
La serata si propone come un’occasione di dialogo e riflessione collettiva; come suggerisce il sottotitolo dell’opera, “Il rimorso cambia forma ogni volta che lo spirito si eleva”, l’evento intende superare i confini del semplice racconto biografico per diventare un ponte tra cittadini liberi, comunità carceraria e addetti ai lavori. Attraverso la forza catartica della parola e della drammaturgia, l’iniziativa offre un contributo concreto al grande progetto sociale per la promozione e la diffusione della cultura della legalità.
