Lecce – Non una semplice rotazione di nomi, né un adempimento burocratico di inizio estate. I nuovi provvedimenti emessi in data odierna dall’Arcivescovo di Lecce, Mons. Angelo Raffaele Panzetta, rappresentano un momento di profonda valenza ecclesiologica e pastorale per l’intera comunità diocesana. Le nomine dei nuovi direttori degli uffici di Curia e gli avvicendamenti dei parroci arrivano, infatti, come il frutto maturo di un anno intero dedicato all’ascolto, all’osservazione silenziosa e al discernimento sul territorio, da quando il presule ha assunto il possesso canonico della Diocesi succedendo a Mons. Michele Seccia.
Dal punto di vista ecclesiologico, le scelte di Mons. Panzetta richiamano l’immagine di una Chiesa “corresponsabile” e in perenne stato sinodale. L’Arcivescovo non ha frettolosamente applicato schemi precostituiti, ma ha scelto di abitare la diocesi per dodici mesi (molto di più se si considera il tempo trascorso come Vescovo Coadiutore), conoscendone da vicino le ferite, le potenzialità e le speranze.
Questo lungo periodo di gestazione pastorale conferisce ai decreti odierni un’autorità speciale: non sono decisioni calate dall’alto, ma risposte nate dalla carne viva delle comunità. La nomina dei tre Vicari Episcopali – don Vito Caputo (generale), don Antonio Montinaro (amministrazione) e don Vincenzo Marinaci (pastorale) – disegna una Curia snella, fondata sulla comunione e sulla specificità delle competenze, capace di sostenere la visione dell’Arcivescovo e di farsi ponte verso le periferie esistenziali e geografiche della diocesi.
La spinta pastorale emerge con chiarezza incrociando i rinnovati uffici di Curia con la mappa delle parrocchie coinvolte. Uffici nevralgici come la Caritas (affidata a don Sandro D’Elia), la Famiglia (don Vincenzo Martella) e la Catechesi (don Luca Bisconti) vengono ridisegnati per rispondere alle sfide culturali ed educative del nostro tempo, mentre figure laiche e professionali, come la Prof.ssa Mariarosaria Manca all’Insegnamento della Religione Cattolica (I.R.C.), confermano la volontà di valorizzare ogni carisma.
Ad occuparsi del Clero e del diaconato permanente sarà don Stefano Spedicato; la cura delle confraternite è affidata a don Giuseppe Spedicato. L’ufficio cultura a don Tony Bergamo; la vita consacrata a don Pasquale D’Angelo mentre come cerimoniere episcopale viene confermato don Mattia Murra già direttore dell’Ufficio Liturgico Diocesano
Spostando lo sguardo sul territorio – da Lecce città ai centri della provincia come Vernole, Merine, Monteroni, Carmiano, San Cesario, Melendugno e Novoli – il principio che ha guidato la redistribuzione del clero è chiaramente quello della cura delle anime.
Il distacco di un parroco dalla propria comunità è sempre un momento delicato, ma nella logica evangelica il cambiamento non è una sanzione o un premio: è rigenerazione. Le comunità accoglieranno nuovi pastori che portano ricchezze diverse, mentre i sacerdoti stessi sono chiamati a rinnovare lo slancio del loro “sì” in contesti nuovi, evitando il rischio dell’abitudine.
Questi i nuovi parroci ed amministratori parrocchiali:
A Lecce don Alessandro Saponaro (Parr. Santa Maria delle Grazie in S. Rosa), don Nicola Macculi (Parr. Sacro Cuore), don Damiano Madaro (Parr. S. Giovanni Maria Vianney), don Salvatore Scardino (Parr. San Guido), don Luigi Lezzi (Parr. San Giovanni Battista).
A Vernole don Giorgio Pastore (Parr. Maria Ss. Assunta), a San Pietro V.co don Antonio Murrone (amministratore parr. Maria Ss. Assunta) e don Federico Andriani (parroco ai Ss. Angeli Custodi), a Merine don Leonardo Giannone (parr. San Giovanni Paolo II), a Monteroni di Lecce Don Rodny Mencomo Bolivar Ureña (parr. Maria Ss. Ausiliatrice), a Carmiano don Michele Marino (parr. Maria Ss. Assunta), a Magliano don Alessio Seconi (amministratore Parr. Maria Ss. Assunta), a San Cesario di Lecce don Vincenzo Martella (parr. Maria Ss. delle Grazie), a Melendugno don Luca Nestola (Parr. Maria Ss. Assunta), a Borgagne p. Arcangelo Ferente (amministratore Parr. Presentazione del Signore). A Novoli, don Stefano Spedicato viene nominato parroco dell’unità pastorale che viene costituita lasciando al momento inalterato lo stato giuridico delle parr. S. Antonio Abate e Maria Ss. del Pane insieme alla chiesa matrice, Parr. S. Andrea Apostolo.
Sempre a Lecce, nella parrocchiale di San Lazzaro, don Gianmarco Sperani viene nominato vicario parrocchiale al fianco del parroco don Flavio De Pascali.
Mons. Panzetta, raccogliendo l’eredità dell’Arcivescovo emerito Seccia, si fa così promotore di una Chiesa che non ha paura del cambiamento, ma che lo governa con la mitezza del pastore e la fermezza della guida. L’intera Diocesi di Lecce è chiamata ora a vivere questi avvicendamenti con spirito di fede e di obbedienza ecclesiale, guardando al futuro con la certezza che, dietro la firma di questi decreti, vi è il desiderio profondo di annunciare il Vangelo in modo sempre più credibile e vicino alla vita della gente.
