La stagione di mezzo rappresenta una transizione che agisce come catalizzatore per la mente e le emozioni, portatrice di benessere e criticità. Fa sì che ci si affranchi da una condizione di letargo per così dire per dedicarsi a spazi inter-attivi e “fiorire” nuovamente. Il tutto richiede eustress come può essere un arousal, una benedizione, poiché aumenta la motivazione al fare ma nel senso negativo ha invece tutti i presupposti per una forma di distress, cioè nervosismo e calo del desiderio di cooperazione.
La condizione ideale per vivere appieno questo arco dell’anno improntata normalmente a mitezza è data dalla preparazione al cambiamento psicofisico alternandocisi fra ritmi di sonno-veglia regolari. E per l’astenia dovuta all’aumento di luce che contrasta con lo stato d’animo di alcuni che soffrono di depressione l’antidoto è una buona, parca alimentazione accompagnata dall’attività sportiva.
Per chi voglia fare un’esperienza piena immersiva con il nuovo primo caldo è bene che si adatti entrando in sintonia con lo spirito di socializzazione che gli è sempre proprio e l’apertura del sé ad una buona esistenza, consapevole che i frutti sul tono umorale verranno poi a profusione. Infatti il significato etimologico del termine primavera è primo splendore che vuol dire rinascita della natura e tutto ciò che le è correlato dopo il freddo.
E’ così il caso di dire benedetta primavera.

Grazie per i tuoi preziosi e dotti consigli , cara Daniela