Evviva, ci sono! E’ un’espressione onnicomprensiva e di particolare autoconsapevolezza, un invito a cui l’uditore non resiste optando per una provvidenziale contaminazione. Toccando alti livelli di meditazione e controllo della respirazione si arriva al Pranayama, un’arte così definita nella lingua madre indiana, come già accennato nel video da me curato “Dialoghi della mente”, ovvero nell’ambito della Puntata “Il valore dello Yoga della Risata”, di recente pubblicazione su Paisemiu.
Grazie alla dottrina del “Raja Yoga” che mira all’evoluzione mentale e spirituale attraverso il compimento di otto precisi stadi, si apre un panorama di tutto rispetto, contemplando le discipline che ci portano dallo yoga della risata, tecnica moderna basata sulla risata indotta, allo “ yoga regale” (appunto “raja yoga”) che consiste nel distacco dalle preoccupazioni della vita quotidiana.
Il vicino Oriente ne sa sempre di più in fatto di umori, sapori, odori che corteggiano l’uomo e la donna moderni in cerca di alternative riflessioni successive a crisi abbandoniche o ad alienazioni frequenti, che a prima vista paiono prevalere. In un girotondo contemplativo possiamo dunque affidare le nostre sorti ai cosiddetti Maestri, i classici Guru, pur sempre studiosi dell’arte succitata o dell’essere umano che vacilla in Occidente, prestandosi alla compulsione dei giochi telematici tanto in voga, a detrimento del rispecchiamento emotivo risultato un po’ negletto nel tempo. Gli hikikomori diffusi nell’estremo Oriente promettono effetti magici di falsi di coesione, veri escamotage che rappresentano ideali da perseguire per poter essere alla page. Senza voler demonizzare i mezzi tecnologici che ben utilizzati sono un miracolo della comunicazione supersonica inter e intrapersonale ma non esaustiva, vogliamo accostarci alla posizione mediana, come vuole la virtù decantata dai grandi della Storia. Pratichiamo quindi altresì, prediligendolo il movimento fisico, come suggerisce lo yoga e in particolare lo yoga della risata, assodato che il riso non solo fa buon sangue ma altrettanto purifica corpo e cervello. Unifichiamoli.
