Qualcuno ha detto: “L’abitudine costituisce una fonte molto più affidabile del desiderio e della motivazione”. Come per costruire una casa occorre una solida impalcatura così nel dare forma ad una realtà psicosociale è necessario basare il progetto sulle cosiddette skills, ovvero abilità e competenze, non disgiunte da tecnica e “volontà buona”, come si esprimeva Tocqueville.
Incredibile, ma il cammino pedagogico lo si fa in casa, prima agenzia educativa. I genitori sono i primi maestri e se vogliamo psicologi, nel senso riconosciuto di “gestori della normalità”, beninteso che la normalità è solo un concetto quantitativo e non qualitativo. E cioè la differenza infatti tra la persona normale come viene detta dai più e il cosiddetto folle è da intendersi in termini di volte con cui si attua un dato comportamento, ad esempio il controllo compulsivo della chiusura del gas. Se lo si fa anche quando ci si trova ospiti in casa altrui l’atteggiamento è da rivedere e “portare magari in analisi”.
Dunque “fotografare” prima il comportamento dei figli e poi eventualmente farsi aiutare nello sviluppo psicologico del sé e dell’altro da sé.
