Quando si entra in un contesto sportivo dal punto di vista strutturale e logistico — popolato da un’umanità in costante crescita — si scopre di trovarsi in uno spazio in cui tutto può essere trasformato. L’esperienza del movimento vissuta sulla propria pelle insegna a percepire se stessi e gli altri da angolature diverse, trasparenti, prima inimmaginabili.
Nell’allenamento, ad esempio con l’uso degli attrezzi, si impara a essere persone che sperimentano, diventando individui competenti e importanti, sia per sé sia per gli altri. La disciplina a cui il giovane sceglie di affidarsi diventa così un elemento strutturante in un mondo interiore talvolta caotico. In questo modo, lo sport si fa sinonimo di libertà totale: corporea, mentale e persino spirituale. Il giovane si scopre solidale, pronto all’azione, disponibile e al servizio del gruppo.
Attraverso l’attività fisica si giunge a una consapevolezza profonda e stupefacente: ci si ritrova in palestra non solo per modellare il proprio aspetto esteriore, ma per sviluppare una forza interiore capace di liberare, definire e accrescere l’intero potenziale del sé.
