Lecce – Perché studiare Dizione? Perché tornare a scuola per imparare a dire, a leggere o a interpretare? Un tempo la disciplina era legata principalmente alle scuole di teatro, al cinema, alla pratica del doppiaggio, ma oggi l’universo digitale imprime ad una voce il giusto riflesso ad un’immagine. La Dizione è diventato un fenomeno virale.
Siamo consapevoli che studiare Dizione sia necessario per approfondire e migliorare la voce parlata, per acquisire una maggiore sicurezza in ambito professionale e nei diversi contesti in cui è più efficace comunicare con l’altro. La voce diventa finestra sul mondo, è la nostra identità, cela o svela il nostro carattere, le nostre emozioni ed è importante averne cura. É essa stessa il valore aggiunto della nostra personalità, vive in una dimensione assoluta e governa il nostro respiro. Studiare la propria voce è come riconoscere il proprio vissuto, di una voce ci si può innamorare o al contrario da una voce si può fuggire. Riusciamo a conservare integro il ricordo di una voce che non c’è più, ci sorprende quella di chi pensavamo di aver dimenticato. Una voce, è il suono che ci ha cullato, rimproverato e poi rassicurato, ci ha dato coraggio, sostegno approvazione o diniego. La voce è lo strumento migliore per sequestrare le parole e poi lasciarle libere di andare.
É anche un approfondimento lessicale per riappropriarci della fonetica, della corretta pronuncia, correggerne i difetti, modulare l’intonazione e scegliere i colori. Liberarsi dalle inflessioni dialettali o dalle cantilene non vuol dire liberarsi dall’appartenenza geografica, piuttosto studiare la nostra lingua d’origine e preservarla nel tempo. Gli attori, i professionisti, gli speakers radiotelevisivi, i cantanti pur studiando e modellando la propria voce continuano a conservare integra la lingua madre e quella cadenza, quell’accentazione abita dentro per sempre e sa di famiglia, sa di casa. Una voce curata, suadente, sussurrata o al tempo stesso fredda, cinica, ci imprigiona nella bellezza dell’ascolto rubando a lungo la nostra attenzione. Può diventare l’abito migliore da indossare sul proprio ego.
L’Associazione culturale Viadotti ETS porta in scena a Lecce, in collaborazione con ALETHEIA Teatro e JUST Accademia di Coralità Emozionale, un laboratorio di Dizione e di Consapevolezza Vocale a cura di Carla Guido. Un laboratorio sullo studio della voce parlata a partire dal prossimo 15 novembre ospitato all’interno dell’ex Conservatorio di Sant’Anna avrà durata trimestrale.
Un prezioso cameo è affidato a Tyna Maria per aprire uno spiraglio di luce anche sulla voce cantata.
“La voce, è la traccia del nostro DNA” afferma Carla Guido, che ha scavato nella sua lunga e consolidata carriera artistica, nelle profondità dell’inconscio per liberare le tensioni, le paure e portare nuova luce al proprio sé. “La voce vive nel primo e muore nell’ultimo respiro”.
Attraverso la Dizione è possibile incontrare il nostro respiro, e attraverso la fonazione la Voce diventa vibrazione, suono, bellezza.

