Novoli (Le) – Guardare un quadro non è mai semplice, esiste una miriade di variabili che consentono, o al contrario, non consentono a chi osserva, di comprenderne il significato, perché spesso ci si ferma a guardare ciò che appare in maniera immediata. “Osservare” o addirittura “ascoltare” un’opera pittorica è ancora più difficile, poiché significa mettere chi osserva, nella condizione di percepirne la profondità, di entrare in empatia con l’autore o autrice, e catturarne l’essenza. In un quadro c’è la forma, ci sono i colori, c’è un tratto, un utilizzo della materia e tanto altro che nel suo insieme racconta una storia, che rivela parti nascoste, dettagli, fragilità. Un quadro è un microcosmo, un sentiero dell’anima che parla, un piccolo rivolo di acqua fresca che scorre o che resta fermo a stagnare e che comunque vuole dire, vuole in qualche modo svelarsi.
Sabato 6 dicembre 2025, nel corso dell’inaugurazione della mostra “I respiri dell’anima” le opere pittoriche di Giulia Epifani, hanno voluto scuotere il pensiero critico dei presenti, far riflettere sullo stato dell’arte, e porre l’accento sulla necessità di porsi sempre delle domande e soprattutto di restare sempre nel dubbio. Per l’artista Epifani, che dopo un’ottima formazione accademica e molti anni di insegnamento torna a dipingere con più forza e desiderio di raccontarsi, l’arte è anche un importante catalizzatore di processi educativi, dove far confluire l’energia e l’entusiasmo dei ragazzi e delle ragazze, dove far arrivare quei respiri dell’anima, che sono le luci e le ombre, le fragilità e le dissonanze di una società che parla di bellezza effimera mentre l’arte è solo bellezza ed è vita.
Nel corso della mostra Chiara Armillis, psicointerprete di scienze delle arti, ha posto l’accento sull’importanza del tacere, del mettersi in ascolto, del perdere parte di sé favorendo e accogliendo parte dell’altro/a, mentre Enrico Romano, poeta e presidente del “Premio Le Muse” ha sottolineato il segno circolare ripetuto, come a voler rappresentare il cerchio della vita o un cordone ombelicale. A conclusione dell’evento, Alessandro Rubichi, compositore e pianista, ha eseguito alcuni brani tratti da “Percezioni dell’anima”, “Sound track emotions”, “88”, “The last duel”.
“Con Epifani – dice Rubichi – collaboro dal 2016; Giulia dipinge su mie musiche ed io sono ispirato nelle mie composizioni dalle sue opere, così sono nate alcune delle opere come ‘La luce del mattino’, ‘Asterischi’, ‘Ritorno alla semplicità’ e tante altre”.
La pittura dell’artista Epifani è un tornare alle origini, alla nascita al dolore, alla paura ancestrale. Eppure, le sue forme appaiono delicate e pur nell’utilizzo dell’acrilico, poco materiche. Grande apertura nel colore, che non risparmia sfumature ma che si dona generoso allo sguardo catturandolo con la sua purezza.
La mostra, che s’inserisce all’interno del progetto Ostello Smart & Art Artisti in residenza “Un novolese si racconta attraverso le sue opere”, organizzato dalla Saletta della Cultura Gregorio Vetrugno Aps di Novoli, resterà aperta fino al 4 gennaio 2026 dalle 17:00 alle 18:30 con obbligo di prenotazione nei giorni festivi. Per info contattare: 3773799333
