30 dicembre 2025, con la nuova apertura del Museo Civico di Arte Contemporanea, San Cesario di Lecce chiude l’anno all’insegna della cultura

Martedì 30 dicembre alle ore 18 nella sala consiliare del Palazzo Ducale di San Cesario, è stata presentata al pubblico una nuova esposizione di opere d’arte, pitture e sculture di artisti locali ma di fama internazionale quali: Salvatore Sava, Aldo Calò, Ezechiele Leandro, Nullo D’Amato, Francesco Barbieri, Cosimo Damiano Tondo, Romano Sambati e tanti altri, grazie al progetto “Da qui si vede tutta la città” finanziato con le risorse del Fondo per lo sviluppo e la Coesione 2014- 2020 e del Fondo Nazionale delle Politiche Giovanili, vincitore del bando regionale “Luoghi comuni”, Programma delle Politiche Giovanili della Regione Puglia e Arti. Il Progetto è coordinato da Eufonia Ets – Astragali Teatro, in collaborazione con il l’Amministrazione comunale, e in partenariato con Avr Lab, TempoPresente aps, Centro studi Phoné, Associazione fotografica Tempo di Scatto, Associazione culturale Petrolio. Moderatrice dell’evento la giornalista Carla Petrachi.

All’interno del Museo Civico di Arte Contemporanea è stato inaugurato un nuovo allestimento di opere pittoriche e scultoree a completamento dell’intitolazione dello stesso a Luigi Lezzi, sindaco di San Cesario dal 1977 al 1986, avvenuta il 24 dicembre 2025, e oggi resa ufficiale con la consegna della targa alle sorelle Angela e Laura Lezzi. Luigi Lezzi – come ricorda il Sindaco Giuseppe Distante –  nel corso del suo mandato ha trasformato San Cesareo attraverso opere fondamentali che ancora oggi rappresentano l’ossatura del nostro paese, come il nuovo mattatoio comunale, la scuola media, i due plessi della scuola materna, l’asilo nido la ristrutturazione dell’asilo caritatevole Papa Arcangelo, il miglioramento delle strade vicinali, le case popolari per i lavoratori, il completamento della rete idrica e fognaria, il centro per anziani, l’avvio dell’iter per la nuova caserma dei carabinieri, l’istituzione del consultorio familiare, il campo sportivo con campi da tennis e di pallavolo, il monumento dei caduti e il recupero della Chiesa di San Giovanni, il monumento più antico del paese, ma tra tutte, quella che rappresenta una spinta per valore simbolico e lungimiranza, e per l’idea che la cultura fosse essenziale per lo sviluppo di una comunità fu la realizzazione del Museo di Arte moderna e delle tradizioni popolari.

Il Museo, che nasce nel 1979 da un’idea di Lezzi ed alcuni artisti come Aldo Calò, con questa nuova apertura riprende le fila del suo percorso culturale, offrendo ai fruitori una maggiore possibilità di conoscenza e di comprensione dell’arte anche attraverso le nuove tecnologie proposte dall’equipe del laboratorio di realtà aumentata dell’Università del Salento guidata dal prof. Lucio Tommaso De Paolis.

Tra i presenti alla serata di inaugurazione Anna Luperto, assessore alla cultura “intitolare oggi questo museo all’avvocato Luigi Lezzi significa compiere un atto collettivo di riconoscenza, frutto di una scelta condivisa da tutte le forze politiche e istituzionali, la dimostrazione che quando si lavora insieme la memoria diventa futuro”; Giorgio Calcara, critico e curatore d’arte “l’arte contemporanea più di ogni altra forma espressiva ci interroga, non consola sempre, non rassicura ma ci chiede di guardare la realtà con occhi nuovi, di accettare la complessità di convivere con le domande, per questo un museo non è solo un contenitore di opere ma è uno strumento civile e un presidio culturale. Un lavoro importantissimo realizzato attraverso una rete partenariale. Questo spazio viene nuovamente restituito alla comunità con l’impegno di farne un presidio dinamico, capace di dialogare con il territorio e con il mondo, di accogliere linguaggi diversi e generazioni diverse, di ispirare e di aprire nuovi percorsi di partecipazione rispettosi della storia e dell’identità del nostro territorio”; Alfonsina Russo, capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero della Cultura, “questa sera celebriamo un nuovo museo, così come l’aveva concepito l’avvocato Lezzi, un uomo visionario che ha creato un museo di arte contemporanea trent’anni fa, in un piccolo centro del Salento. Celebriamo l’acquisizione di un bene che viene in qualche modo ratificato, donandolo a colui il quale l’aveva istituito e pensato. Viene quindi restituito alla comunità secondo quanto recita la Convenzione di Faro, perché i musei devono essere luoghi di eredità della comunità che li popola”; Fabio Tolledi, Presidente del Centro Italiano dell’International Theatre Institute Unesco, poeta, regista e direttore artistico di Astràgali teatro, impresa culturale tra le in più antiche di Puglia e Direttore artistico del Museo Civico di San Cesario “un sentito ringraziamento alla famiglia dell’avvocato Lezzi e anche ai familiari delle persone che hanno donato delle opere d’arte. I musei devono essere aperti e fruibili, un grande sforzo è stato fatto per inaugurare questo museo ed i lavori sono ancora in corso per renderlo sempre più accessibile. Questo è un momento importante, perché questa apertura rappresenta una relazione fra comunità e artisti. Il sogno dell’avvocato Lezzi e del suo amico Aldo Calò rinasce, però ha bisogno di un lavoro costante perché i luoghi di cultura vanno aperti e non solo inaugurati”. Carmelo Cipriani, storico dell’arte, giornalista e curatore indipendente collaboratore di Exibart e Nuovo Quotidiano di Puglia, dottore di ricerca in storia dell’arte e stato cultore della materia e museologia presso l’Università della Calabria, docente di storia e tecnologia della critica d’arte presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce e Direttore artistico del Museo Civico di San Cesario “due sono gli aspetti fondamentali di questo museo: la collezione e l’allestimento. La collezione del museo d’arte contemporanea di San Cesario di Lecce è costituita da cinque decenni che mettono in luce l’intraprendenza soprattutto di artisti nativi del territorio, che con il loro lavoro sono stati in grado di proiettarsi verso una dimensione nazionale e internazionale, dimostrano la vitalità di un territorio come il Salento, spesso a torto definito periferico. Per quanto riguarda l’allestimento innanzitutto mi preme precisare che è pensato per non essere definitivo, come un augurio di un continuo rinnovamento che questo museo potrà avere nel suo prossimo futuro. La sala centrale è un attraversamento di tutto il ‘900 che scorre appunto secondo un ordine cronologico e quindi si parte da una bellissima opera anch’essa frutto di donazione che è il ritratto di Michele Saponaro di Domenico Cantatore davvero pregevole nel 1929 tra l’altro una fase abbastanza rara dell’artista paragonabile soltanto al suo autoritratto che si trova oggi alla pinacoteca metropolitana di Bari”. Alessandro Valeri, artista internazionale multimediale, che ha presentato una sua installazione al neon una poesia visiva “posizionata sulla facciata del Palazzo Ducale, su una delle quattro figure di toraciche che ravvivano lo splendido palazzo e che il destino, come per magnetica attrazione, vuole che sia posta proprio sopra la bianca struttura di Venere, la classica dea dell’amore e della fertilità, dunque, il caso non esiste e quest’opera contemporanea, il cui significato è vita, latte, amore, non poteva trovare una collocazione migliore” 

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